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Caffè Concerto, il Tar respinge il ricorso del gestore: ora lo “sfratto” e poi il nuovo bando


	Il Caffè Concerto è chiuso dallo scorso agosto
Il Caffè Concerto è chiuso dallo scorso agosto

Bocciata la richiesta della società Rrem di sospendere gli effetti del provvedimento di decadenza della concessione, notificato dal Comune lo scorso 23 dicembre. Intanto Fratelli d’Italia attacca: «Bisognava intervenire prima»

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MODENA. Via libera allo “sfratto” del gestore del Caffè Concerto di piazza Grande, nel cuore di Modena. Il Tar dell’Emilia-Romagna ha infatti respinto la richiesta avanzata dalla società Rrem di sospendere gli effetti del provvedimento di decadenza della concessione, che il Comune ha notificato alla società concessionaria lo scorso 23 dicembre, con intimazione al rilascio dei locali del Caffè Concerto che si affacciano su piazza Grande entro 30 giorni. Il Tribunale amministrativo ha anche condannato la società a pagare le spese legali all’amministrazione. Ora resta da vedere se la società andrà avanti con i ricorsi, appellandosi al Consiglio di Stato.

Il nuovo bando

Con la bocciatura della richiesta di sospensiva, comunque, riprende l’iter che porterà allo sgombero del locale e al nuovo bando, come annunciato in Consiglio comunale dell’assessore al Patrimonio Giulio Guerzoni. «L’amministrazione comunale - ha detto Guerzoni in aula, replicando alle interrogazioni di Fratelli d’Italia e Modena civica - selezionerà tramite evidenza pubblica un nuovo soggetto e un nuovo progetto gestionale per il Caffè Concerto. E l’intenzione è quella di farlo in tempi brevi». Al centro del nuovo bando, insomma, ci sarà anche e soprattutto il progetto, con l’obiettivo di arrivare al più presto alla riapertura del locale chiuso da quasi sette mesi.

L’attacco di FdI

Nel frattempo, ad attaccare è Fratelli d’Italia: «È evidente - dichiara il capogruppo Luca Negrini - che quando si arriva a oltre 932mila euro di canoni non riscossi significa che qualcosa, sul piano dei controlli e della gestione, non ha funzionato. Parliamo di risorse che sono a tutti gli effetti fondi pubblici, che dovrebbero servire a garantire servizi ai cittadini: una disattenzione di questo tipo certifica che non si è tutelato l’interesse dei modenesi». Secondo il capogruppo Fdi, inoltre, «nella vita reale, chi non paga l’affitto per qualche mese viene immediatamente chiamato a rispondere delle proprie inadempienze, e il proprietario attiva ogni strumento per recuperare quanto dovuto. Qui, invece, dal 2018 al 2024 si è scelto di non fare nulla, lasciando accumulare un credito che oggi sfiora il milione di euro e che rischia seriamente di non essere mai recuperato. È l’ennesima eredità della giunta passata - rincara la dose Negrini - che si dimostra nei fatti fallimentare su più piani, compreso quello della gestione del patrimonio pubblico. È però necessario che l’attuale amministrazione dimostri una reale discontinuità, nella piena consapevolezza del danno non solo economico ma anche d’immagine rappresentato dalle luci spente del Caffè Concerto in piena piazza Grande». A ruota il vicecapogruppo Elisa Rossini: «Il credito del Comune nei confronti della società che si è aggiudicata la concessione del Caffè Concerto nel 2018 - sottolinea - ammonta a 932mila euro, di cui 562mila euro da impuntarsi a canoni di concessione fatturati alla data del 30 aprile 2025 a cui devono aggiungersi 123mila euro per canoni fatturati da maggio a dicembre 2025. Tenuto conto che il canone di concessione è fissato nella misura di 134mila euro, in pratica la società concessionaria non ha mai corrisposto il canone di concessione. Auspichiamo che le azioni poste in essere nel 2025 dalla giunta Mezzetti - incalza Rossini - consentano di recuperare il milione di euro. È però chiaro che se si fosse intervenuti con tempestività, l’inadempienza non avrebbe raggiunto questi livelli e si sarebbe potuto avere la disponibilità dei locali prima».

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