Gazzetta di Modena

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L’intervista

Caso Amo, Andrea Bosi: «Mie dimissioni? La destra è confusa, voglio recuperare tutti i soldi»

di Luca Gardinale

	Andrea Bosi, a sinistra, con il nuovo revisore di Amo Bonetti
Andrea Bosi, a sinistra, con il nuovo revisore di Amo Bonetti

L’amministratore unico dell’Agenzia di Mobilità di Modena: «Fratelli d’Italia sconfessa la linea di questi mesi. Gli ex direttori? Gli accordi si possono raggiungere anche a procedimenti in corso»

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MODENA. Dall’azione di responsabilità verso gli ex direttori alle richieste di dimissioni di Fratelli d’Italia. Andrea Bosi, amministratore unico Amo, interviene sui temi principali emersi dopo l’assemblea dei soci.

Bosi, Fdi chiede le sue dimissioni, dicendo di voler impugnare la delibera…

«Sì, mi hanno detto di una conferenza stampa di Fdi un po’ confusa in cui, di fatto, gli stessi consiglieri hanno sconfessato la loro linea tenuta in questi mesi in cui chiedevano di concentrarsi non tanto sul decreto ingiuntivo per quasi 500mila euro nei confronti della ex dipendente licenziata, quanto piuttosto sulle somme ancora incerte e su cui gli ex amministratori si rivarranno sulla ex dipendente. Adesso che quelle cifre sono rientrate in agenzia per effetto di un accordo, mi dicono che hanno chiesto le mie dimissioni. Evidentemente considerano la coerenza come qualcosa di secondario rispetto alla speculazione politica. Ecco, se posso dire una cosa che mi turba molto, è che non si sente mai da quella parte politica una parola di fermezza e biasimo verso la ex dipendente, ma solo verso gli ex amministratori. Strana la vita...».

Restando al centrodestra, l’accusa principale è quella di non aver condiviso pienamente la decisione con i sindaci-soci…

«Se questo fosse vero, risulterebbe dal verbale di assemblea, e invece non ce n’è traccia proprio perché nessuno ha posto la questione. In tutti questi mesi sono stati moltissimi i sindaci che si sono interfacciati con l’Agenzia per condividere il percorso, e nessuno ha mai rilevato una possibile carenza di condivisione. Non so proprio dove Negrini abbia visto questo film. Inoltre, durante l’assemblea dei soci di lunedì, i professionisti incaricati hanno risposto a ogni singola domanda in modo chiaro ed esaustivo».

Il suo lavoro ha già portato a un accordo per “portare a casa” una parte dell’ammanco: è stato difficile?

«Il mio lavoro è coerente con il mandato dei soci, e cioè con quello che tutti i sindaci della Provincia mi hanno chiesto di fare: fare di tutto per agevolare la magistratura nell’individuazione della verità e recuperare le risorse. Abbiamo già titoli provvisoriamente esecutivi e accordi per il 90% delle somme sottratte. Non è stato certamente facile, ma in tutti i mesi in cui molti si riempivano la bocca a sproposito, l’Agenzia ha lavorato alacremente anche per questo obiettivo che direi essere stato centrato. L’azione penale fa il suo corso, così come il percorso del decreto ingiuntivo davanti al giudice del lavoro, e poi c’è il pignoramento dei beni della ex dipendente. Non lasciamo nulla di intentato, con calma e determinazione. Non ho la sfera di cristallo; ogni procedimento giudiziario ha naturalmente un grado di incertezza, ma le cose sono abbastanza chiare».

Per gli ex direttori, le proposte di transazione hanno ricevuto risposta negativa: sarà battaglia legale?

«Non do nulla per scontato; si possono sempre raggiungere accordi anche in pendenza di procedimenti giudiziari. Cosa che auspico in ogni contesto».

E poi c’è l’ex dipendente, sulla quale “pende” l’ingiunzione di pagamento del Tribunale: è fiducioso che si possa arrivare a recuperare almeno una parte della somma?

«La ex dipendente è già stata oggetto di decreto ingiuntivo, precetto e pignoramento che si è svolto alcune settimane fa ad opera dell’ufficiale giudiziario incaricato. Spero che si possano recuperare tutte le somme che le contestiamo anche se non ne sono certo».

Nel frattempo, in Regione si sta discutendo della grande azienda unica per il futuro del Tpl…

«All’agenzia interessa che la gara, quando si terrà, porti al servizio migliore possibile, con le risorse date, secondo le esigenze dei territori».