Goldoni Keestrack, nella proposta d’acquisto dei turchi di Asko più del 50% di lavoratori licenziati
Fiom Cgil sul piede di guerra dopo il confronto con gli acquirenti dell’azienda di Carpi: «Esuberi superiori alla metà dei dipendenti, che da 97 diventerebbero 41, e si parla solo di tagliare i costi. Non è una situazione accettabile»
CARPI. Esuberi che vanno oltre il 50 per cento, con i lavoratori ridotti dagli attuali, che sfiorano di poco il centinaio, a 41. Non accettano la mannaia che l’acquirente turco vuole calare sulla Goldoni, i sindacalisti della Fiom Cgil, le rsu e i lavoratori della storica azienda di macchine agricole. E da subito fissano alcuni paletti per quella che si prefigura una lunga trattativa che avrà lo scopo di ridurre il più possibile gli esuberi e fare chiarezza sul piano industriale e il futuro dello stabilimento.
La proposta di acquisto
Si è tenuta ieri mattina la call con i rappresentanti di Goldoni Keestrack, la proprietà turca Asko che ha presentato un’offerta di acquisto per l’azienda di Migliarina di Carpi e che dovrebbe subentrare nello stabilimento, i rappresentanti di Fiom Cgil e la Rsu Fiom Cgil, per discutere dell’offerta del gruppo turco a Keestrack. Alla call è seguita una lunga assemblea tra sindacati e lavoratori. I rappresentanti di Asko hanno illustrato la loro attività in Turchia e nel mondo, la posizione di una solida multinazionale che opera prevalentemente nel settore delle macchine movimento terra, e si è poi passati alla Goldoni. Gli impegni sottoscritti lo scorso anno, in vista della possibile vendita di Migliarina, tra la proprietà Goldoni Keestrack e la Fiom Cgil, relativi al mantenimento della tenuta occupazionale e della sede sul territorio carpigiano, nonché il rilancio marchio, non hanno trovato conferma nella proposta del gruppo turco. Sull’occupazione, infatti, Asko ha presentato un pesante taglio di personale (di oltre il 50%), passando dagli attuali 97 addetti a soli 41 lavoratori, accompagnato da incentivi all’esodo. La Fiom Cgil ha fatto presente che il taglio del personale è troppo alto e metterebbe a rischio la continuità produttiva (e quindi occupazionale) dello stabilimento. La Fiom Cgil e la rsu hanno subito considerato inaccettabile questa proposta ed è stato chiesto alla controparte l’aggiornamento del tavolo per rivedere il numero degli esuberi e approfondire il piano di rilancio industriale ad oggi considerato insufficiente.
Il commento
«L’idea è quella di tagliare e arrivare da 97 a 41 persone, il piano industriale che non ci ha certamente convinti – afferma Manuele Pelatti di Fiom Cgil Modena –. La tenuta occupazionale, se viene tagliato oltre il 50 per cento del personale, non è credibile. Ci riaggiorneremo la settimana prossima: abbiamo chiesto alla controparte belga e turca di ragionare sull’incentivazione all’esodo più alta e di aumentare le persone che devono rimanere. Se il piano è quello di tenere 25 operai ci chiediamo davvero quale sia il piano per il futuro della Goldoni. La proprietà turca prevede una fase di due anni, in cui si dovrà fare un focus per industrializzare e rendere efficiente l’azienda, con lo scopo di non produrre in perdita. Durante la call di ieri si è solo parlato di tagliare i costi per conferire all’azienda un equilibrio finanziario. Quello che i turchi chiedono, indipendentemente da dove si arriva con gli esuberi, è un accordo sindacale. Ci sono diversi punti da affrontare prima: il numero di esuberi deve calare il più possibile», conclude Pelatti.
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