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Cirminalità

Un altro colpo al minimarket di Corlo: vetrina sfondata con un’auto rubata

di Alfonso Scibona

	Il minimarket di Corlo dopo il furto
Il minimarket di Corlo dopo il furto

Quarto episodio in undici mesi per l’attività di via Battezzate, il titolare Massimiliano Righi: «Ci hanno preso di mira, ci sono danni per diecimila euro»

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FORMIGINE. Ancora un colpo ai danni del minimarket di via Battezzate a Corlo, un punto di riferimento per la frazione e, ormai, bersaglio ricorrente di ladri e vandali.

L’ennesimo furto

Nella notte tra martedì 17 e mercoledì 18 marzo ignoti hanno sfondato una delle vetrine utilizzando un’auto come ariete, introducendosi poi nel negozio per razziare ciò che potevano nel giro di pochi minuti. È il quarto episodio in undici mesi, un dato che ha lasciato increduli residenti e commercianti della zona. Quando ieri mattina all’alba il titolare, Massimiliano Righi, è arrivato per alzare la serranda, si è trovato davanti un quadro desolante: la vetrina completamente sfondata, i vetri sparsi ovunque, il bancone principale spostato di oltre un metro per la violenza dell’urto, e la merce degli scaffali gettata a terra. L’auto utilizzata per il colpo, abbandonata poco distante, è risultata rubata. «Dire che siamo stati presi di mira sarebbe poco – racconta Righi mentre sistema cavi tranciati e risponde alle richieste dei primi clienti, venuti comunque per il pane quotidiano –. Qui vicino c’è stata anche la rapina alla farmacia, ma nel nostro caso parliamo di una vera e propria sequenza di attacchi: la vetrina sfondata la scorsa primavera, la rapina serale alla chiusura di qualche mese fa e un altro atto vandalico che ci è costato molto in termini economici e di tranquillità». Il minimarket, collocato lungo una strada con vie di fuga rapide e difficili da controllare, sembra essere diventato un obiettivo appetibile per malviventi che, dopo aver messo a segno i colpi, lasciano dietro di sé soprattutto danni materiali, più che bottini di valore.

La stima dei danni

Il conto, anche questa volta, è pesante. «La sola vetrata costa oltre 5 mila euro» spiega il titolare, mentre osserva il telaio deformato. «Poi c’è il bancone, che cercherò in parte di sistemare da solo, e qualcosa che hanno preso dagli scaffali. Alla fine il danno complessivo non sarà inferiore ai 10mila euro. E non sono sicuro che l’assicurazione coprirà tutto: ho già superato i massimali dopo i colpi precedenti». A complicare ulteriormente la situazione, l’assenza dell’allarme: l’impianto era stato divelto e reso inutilizzabile in un precedente assalto, e non era ancora stato reinstallato. Righi, provato ma determinato, guarda con realismo al futuro: «Non ci si abitua mai a queste cose. Viviamo in un mondo in cui i danni li paga sempre chi lavora, mentre a monte non arrivano condanne adeguate per chi commette questi atti. Presenterò denuncia anche questa volta, ma sono sinceramente scettico sull’esito». Intanto, tra i residenti cresce la preoccupazione: in molti si sono fermati davanti al negozio per esprimere solidarietà e indignazione per un episodio che conferma una sensazione di insicurezza ormai diffusa nella frazione.