La Goldoni Keestrack va all’asta: per ora c’è solo l’offerta dei turchi
L’impresa di Migliarina nel 2026 compirà cento anni di storia. A rischio più della metà degli attuali 97 posti di lavoro
CARPI. C’è una novità nella lunga storia che racconta la crisi aziendale ormai decennale della Goldoni, oggi Goldoni Keestrack. L’avvocato Rolandino Guidotti, nella sua qualità di esperto nominato su istanza dell’azienda nell’ambito della procedura di Composizione negoziata di questa crisi, ha deciso infatti di aprire una sorta di asta per verificare se oltre all’offerta fatta dai turchi di Asko Holding per l’impresa di Migliarina possono arrivare proposte migliorative. I termini per l’invio di eventuali manifestazioni d’interesse è fissato per il prossimo 23 aprile, come segnala il sito IVG del Tribunale di Modena.
La prospettiva dei tagli
Asko, lo ricordiamo, è disposta ad investire 8 milioni di euro per la Goldoni (l’Offerta irrevocabile di acquisto vale per tutti i beni, diritti, rapporti giuridici e avviamento che costituiscono il complesso organizzato per l’esercizio dell’attività) e ha però al contempo previsto un pesante taglio di personale (di oltre il 50%): l’azienda, che produce trattori da frutteto e da vigneto, confermerebbe infatti i contratti di soli 41 lavoratori sugli attuali 97. La procedura di Composizione negoziata, lo ricordiamo, serve a favorire il rientro del debito ed evitare la liquidazione giudiziale.
Le difficoltà passate
Arriveranno nuove offerte per questa impresa storica, che compie 100 anni proprio nel 2026? I sindacati ricordano che è stato soprattutto grazie alle lotte e ai sacrifici dei lavoratori di Goldoni se Keestrack ha acquistato lo stabilimento di Migliarina: una lotta di oltre 7 mesi (dal 4 settembre 2020 al 21 aprile 2021) con presidio permanente davanti ai cancelli da parte dei lavoratori per evitarne la chiusura e strappare l’impegno alla multinazionale cinese Lovol Arbos, all’epoca proprietaria, di cedere marchio e know how di Goldoni in caso di offerta di acquisto nell’asta giudiziaria da parte di un nuovo offerente.
E’ da più di un anno che vanno avanti le trattative per il passaggio di proprietà ad Asko Holding: la Goldoni Keestrack, che ha alle spalle come detto due concordati per liquidazione (nel 2015 e nel 2020), ha iniziato lo scorso 10 novembre un periodo di Cassa integrazione straordinaria (Cigs) a zero ore per cessazione di attività, in vigore per un anno. I lavoratori ora guadagnano poco più di 1.000 euro al mese, senza anticipi delle mensilità pagate direttamente dall’Inps con ritardi per la prima erogazione intorno ai 2/3 mesi. Da diversi mesi l’azienda denunciava difficoltà finanziarie a causa della crisi del settore macchine agricole, che sta conoscendo in generale un problema di saturazione del mercato, e Keestrack ha dichiarato di non avere più la capacità economica per sostenere l’attività produttiva.
La Goldoni, che iniziò un secolo fa con il fondatore Celestino e la produzione di pompe per l’irrigazione, venne acquistata dalla Keestrack nel 2021 quando aveva circa 200 dipendenti e dopo un fermo produttivo di 14 mesi.
Le reazioni
Asko Holding è una multinazionale che opera prevalentemente nel settore delle macchine movimento terra. La Fiom Cgil e la Rsu aziendale hanno da subito considerato inaccettabile la sua proposta di tagliare gli organici del 60% e le è stato chiesto di rivedere il numero degli esuberi e approfondire il piano di rilancio industriale ad oggi considerato insufficiente.
«Lo stabilimento di Migliarina di Carpi è un pezzo di storia irrinunciabile. Anche se accompagnato da incentivi e buonuscite – spiega Cesare Galantini per la lista civica Carpi Comune-Sinistre Unite - il piano di tagli occupazionali non poteva che trovare la ferma opposizione dei rappresentanti sindacali, visibilmente indispettiti dal mancato rispetto della tenuta occupazionale che, durante i primi colloqui conoscitivi tra le parti, sembrava invece essere stata garantita. Carpi Comune-Sinistre Unite già durante la precedente crisi della Goldoni si era attivata concretamente nel sostegno ai lavoratori in lotta per tutelare l'occupazione e rilanciare lo storico marchio. Anche in questa occasione non esitiamo a schierarci a difesa dei posti di lavoro. Non è accettabile mortificare una realtà industriale del territorio che rappresenta una ricchezza per tutti. Esprimiamo solidarietà ai lavoratori della Goldoni e alle organizzazioni sindacali impegnate in questa difficile battaglia».
