Donne, Righi Riva ci ricasca: «Dovremmo penalizzare chi non fa figli»
Ancora parole choc da parte consigliere comunale di Formigine, candidato sindaco del centrodestra nel 2019: «Vietare la contraccezione e l’aborto per contrastare la denatalità»
FORMIGINE. Un po’ di tensione c’era, considerato che l’ultima volta che si è parlato del voto alle donne, Formigine è finita al centro dei giornali di tutta Italia (e un po’ anche all’estero). E se questa volta il diretto interessato non ha partecipato alla seduta, le sue parole sui social, sempre sullo stesso tema, non sono certo passate inosservate. Perché giovedì 9 aprile il Consiglio comunale di Formigine ha celebrato gli ottant’anni del primo voto delle donne alle elezioni amministrative, ma diversi consiglieri erano... sul chi va là, visto il putiferio scoppiato a inizio febbraio, quando Costantino Righi Riva, consigliere della lista civica “Per Cambiare” e candidato sindaco del centrodestra nel 2019, aveva detto in aula che il diritto di voto alle donne è stato «un attacco all’unità familiare».
Le parole sui social
E se da una parte il consigliere non ha partecipato alla seduta tematica di giovedì sera, a far drizzare i capelli ai colleghi in Consiglio sono ancora le sue parole, questa volta scritte su Facebook, in risposta a un dibattito aperto dall’ex consigliere Paolo Bigliardi sull’immigrazione. «Il problema - replica Righi Riva - non sono gli immigrati che riempiono un vuoto, ma siamo noi che ci stiamo suicidando. Basta guardare i tassi di natalità - aggiunge - per contrastare l’andazzo, dovremmo proibire la contraccezione, l’aborto, penalizzare chi non fa figli».
Parole che ieri sono rimbalzate tra un telefono e l’altro tra rabbia e indignazione, mentre annunciando l’assenza al Consiglio dedicato al voto alle donne - il commento su Facebook è stato scritto prima della seduta - Righi Riva fa notare che «non ci sarò perché non voglio rovinare il clima di commosso ricordo di cotanta conquista. A Formigine non sono apprezzate le voci dissonanti, e se tu avessi voglia di uscire dai ranghi, anche solo una volta, dovresti mettere in conto la reazione rabbiosa e canagliesca di chi impone il pensiero unico a tutto il popolino».
Le reazioni
Ma a fare arrabbiare la maggioranza è soprattutto il riferimento a contraccezione, aborto e a chi non fa figli: «Come donna sono indignata - commenta Serena Mignano, capogruppo Avs in Consiglio comunale - e come consigliera lo sono ancora di più. Chi fa politica - anche di opposizione, anche in un Comune piccolo - ha una responsabilità enorme nelle parole che usa in pubblico. Quelle parole non sono innocue: arrivano alle donne che hanno scelto di non avere figli, a quelle che non hanno potuto, a quelle che stanno attraversando percorsi di salute difficilissimi. Puntare il dito contro di loro è aberrante. Finché chi ci rappresenta nelle istituzioni continua a usare le parole in questo modo - aggiunge Mignano - non potrà esserci vera cultura del rispetto. Non riesco a stare zitta di fronte a queste frasi, e sono davvero convinta che dovrebbe esserci un’etica nel ruolo che si ricopre. L’escalation di violenza che stiamo vivendo tra i giovani - chiude la consigliera del gruppo rossoverde - viene tramandata proprio da questi adulti che inviano questi messaggi: “penalizzare chi non fa figli”».
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