Modena Pride torna in piazza il 20 giugno: «Per vivere insieme senza paura»
Angelica Polmonari, presidente di Arcigay, presenta la terza edizione della manifestazione: «Sarà una grande edizione, sentiamo tanta vicinanza»
MODENA. Ci siamo. Dopo un anno di pausa, Modena si prepara a tornare a colorarsi. Il 20 giugno è la data scelta per il Modena Pride 2026, che riporterà in strada la comunità Lgbtqia+ tra festa, visibilità e rivendicazione. A promuoverlo, tante realtà del territorio. Tra tutte, a farsi portavoce, è Arcigay Modena. «Giovedì abbiamo dato l’annuncio ufficiale – afferma la presidentessa Angelica Polmonari – il 20 giugno torneremo in piazza. Quanti saremo? Stimiamo circa 3mila persone, ma superare le 5mila sarebbe un risultato importante, per noi».
La terza edizione del Pride
La memoria corre inevitabilmente al 2019, quando la prima edizione in assoluto per Modena, pre-pandemia, travolse la città con quasi 20mila presenze. Poi la frenata, il ritorno nel 2024 con numeri più contenuti ma comunque significativi e, ora, il terzo Pride, che vuole «ritrovare slancio e centralità». «Abbiamo scelto il 20 giugno non a caso – spiega Polmonari –. Innanzitutto, durante il mese di giugno commemora i moti di Stonewall, quando la polizia fece irruzione in un locale gay a New York, scatenando la reazione e la rivolta per i diritti della comunità. E poi, scegliendo il 20, sfileremo proprio durante la metà del mese: saremo nel cuore dell’iniziativa». Il corteo attraverserà il centro storico, come da tradizione, anche se il percorso è ancora in fase di definizione. Intanto, l’avvicinamento è già iniziato: giovedì sera, al Cinema Astra, un primo evento ha registrato circa cento prenotazioni. «Vogliamo partire da qui – sottolinea – e costruire una partecipazione alta». Quella del 2026 sarà anche «un’edizione segnata da una forte presenza istituzionale». Già alla presentazione, infatti, «hanno partecipato rappresentanti del Comune, che hanno garantito il proprio sostegno – evidenzia Polmonari –. Abbiamo visto e sentito attenzione attorno a noi: il sindaco Massimo Mezzetti e tutta la giunta si sono dimostrati vicini, e siamo felici di questo».
Il messaggio da lanciare
Accanto al momento di celebrazione, resta però centrale il contesto. «Stiamo tutti facendo la nostra parte e mettendo tanto impegno nell’organizzazione di questo Pride modenese –prosegue la presidentessa –. Ed è doveroso. Negli ultimi mesi, anche il territorio modenese è stato segnato da episodi di odio e violenza: dagli attacchi online a sfondo lesbofobico contro Arcigay, alle aggressioni tra Sorbara e il centro città, fino al caso del gennaio 2026, quando un giovane è stato colpito con insulti omofobi mentre rientrava a casa». Da qui, il senso della manifestazione: «In un’Italia in cui mancano ancora leggi efficaci contro i crimini d’odio – conclude Polmonari – il Pride resta un momento necessario: per essere visibili, per rivendicare diritti e per affermare una cosa semplice: poter vivere senza paura». E il 20 giugno, Modena, tornerà a dirlo in piazza.
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