Maresciallo dei carabinieri penalizzato dal capitano per la denuncia: «Voto annullato, giustizia è fatta»
Le reazioni alla sentenza del Tar che ha annullato il giudizio dato al comandante di Stazione dei carabinieri, punito dal superiore per aver difeso la collega umiliata con una scritta in fronte
PAVULLO. Il Tar dell’Emilia Romagna ha accolto il ricorso presentato dal maresciallo di Pavullo che venne penalizzato per aver denunciato l’umiliazione di una collega da parte del capitano. Una macchia su una carriera ineccepibile dal punto di vista del rendimento che in questi ultimi due anni è costata tanto al maresciallo. Ma ora quella “pagella” non conta più nulla.
Cosa era successo
I fatti risalgono a maggio del 2024: il capitano della Compagnia di Pavullo scrive sulla fronte di una carabiniera 21enne la parola “copiato”, una sorta di “ricevuto” in gergo militare. È proprio il maresciallo a denunciare tutto ai superiori. Il capitano viene così trasferito a Teramo, ma prima di andarsene riduce la valutazione al maresciallo da “eccellente” a “sopra la media”. All’apparenza poca cosa. Nella realtà dei fatti per il militare - carabiniere sul territorio da tanti anni e molto apprezzato dalla comunità - è un disastro: in questo modo non può infatti partecipare al concorso per diventare Ufficiale, uno scatto di carriera ambito, importante e non per tutti a cui possono accedere - appunto - solo gli “eccellenti”. Il maresciallo (seguito dal sindacato Usmia) ricevuta la valutazione in estate fa subito ricorso, ma questo viene rigettato. Nasce così un’aspra battaglia legale che culmina nei giorni scorsi con l’udienza del Tribunale amministrativo dell’Emilia Romagna.
La sentenza
«Non vi è alcun dubbio che i fatti accaduti siano di rilevante gravità, come dimostrato dal fatto che il graduato coinvolto nella vicenda (compilatore della scheda contestata dal ricorrente) sia stato interessato da un procedimento penale militare. La circostanza che a dare formale rilievo a tali fatti sia stato proprio il ricorrente non può non riverberarsi sulla serenità e obiettività di giudizio del compilatore della scheda valutativa in questione, soggetto coinvolto nella grave vicenda. Per tali ragioni il ricorso merita accoglimento, con conseguente annullamento della scheda valutativa impugnata e obbligo dell’Amministrazione di riformulare i relativi giudizi, assegnando» si legge nella sentenza del Tar, che in poche parole riconosce come l’imparzialità e l’obiettività siano state compromesse a causa dei fatti.
I sindacati
Usmia Carabinieri ha seguito il militare in ogni fase con il supporto degli avvocati Luca Maria Petrone e Alessandra Meccariello, ottenendo un risultato importante non solo per il singolo collega, «ma per tutti i militari che credono nella legalità e nella correttezza». «Questa sentenza ristabilisce un principio fondamentale, più volte richiamato dal comandante generale dell’Arma, Salvatore Luongo: chi segnala un’ingiustizia o agisce nel rispetto della legalità non deve subire conseguenze pregiudizievoli - commenta il segretario generale Carmine Caforio - Usmia continuerà a stare al fianco di ogni militare che, con coraggio, senso del dovere e lealtà istituzionale, sceglie di non voltarsi dall’altra parte di fronte a fatti ritenuti gravi. Difendere chi tutela la dignità e i diritti di una collega significa affermare concretamente i valori di giustizia, imparzialità, rispetto della persona e onore che da sempre contraddistinguono l’Arma e tutte le donne e gli uomini che ne fanno parte».
Anche il Siulp di Modena esprime piena soddisfazione «per una sentenza che restituisce verità, serenità e giustizia a un comandante di stazione che abbiamo avuto modo di conoscere e apprezzare sia sul piano sindacale sia su quello professionale» commenta il segretario Roberto Butelli.
«Il maresciallo è un militare apprezzato e stimato sul territorio, pertanto siamo soddisfatti di questa sentenza che restituisce serenità al collega» aggiunge Antonio Pirisi, segretario nazionale di Sim Carabinieri.
Gli avvocati
Soddisfatti anche gli avvocati Luca Maria Petrone e Alessandra Meccariello: «Il capitano della Compagnia non poteva essere il soggetto compilatore della scheda di valutazione, in quanto denunciato dal comandante della stazione al diretto superiore con una nota. Un’acrimonia sfociata in atti ritorsivi che hanno trovato il culmine nella scheda di valutazione. Alcuni dei motivi forniti dal capitano per giustificare quel voto non erano provati, in certi casi anche contrastanti» chiudono.
Le reazioni
«Il maresciallo è una persona seria e altamente professionale - ha commentato il sindaco di Pavullo Davide Venturelli - Da parte mia ho una grande stima di questa persona e spero possa continua il suo servizio a Pavullo con maggiore serenità e consapevole che nei suoi confronti c’è stima fiducia». Il presidente dell’Unione comuni del Frignano Lorenzo Checchi aggiunge: «Da carabiniere e presidente dell’Unione dei comuni esprimo vicinanza il collega. Una persona corretta e disponibile, legato al territorio. Sono contento, questa sentenza ridà giustizia».
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