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Dopo la strage

Minacce a Fausto Gianelli, il legale di Salim: «Sappiamo dove abiti...»

di Stefania Piscitello
Minacce a Fausto Gianelli, il legale di Salim: «Sappiamo dove abiti...»

El Koudri all’avvocato: «Ho fallito, sono senza lavoro per colpa del malocchio»

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MODENA. Al momento è l’unica persona con cui ha parlato. A una settimana precisa da quando il cuore di Modena è stato spezzato dalla corsa folle della Citroen C3, l’avvocato Fausto Gianelli è tornato a trovare in carcere Salim El Koudri. Il 31enne è al Sant’Anna con l’accusa di strage e lesioni gravissime dopo che sabato scorso a forte velocità ha travolto diversi pedoni in via Emilia Centro, ferendone alcuni in modo grave tanto che a una turista tedesca sono state amputate le gambe. Sul caso indaga la polizia di Stato. E ieri (22 maggio) Gianelli è tornato da lui: un colloquio di oltre due ore, nel corso del quale il legale ha cercato ancora una volta di ascoltare e fare parlare El Koudri, nel tentativo di trovare una motivazione a quel gesto tanto folle.

L’avvocato

È questo al momento il principale obiettivo del legale. “Guidare” il suo assistito per farlo rispondere a quello che tutti si stanno chiedendo: “Perché?”. È il suo principale obiettivo nonostante in questi giorni sia stato travolto da un’ondata di insulti. Centinaia di migliaia di post, di commenti. Tutto perché assiste il 31enne. «Mi ero ripromesso di non querelare nessuno – spiega Gianelli – e rimango su questa posizione. Ovviamente potrei fare tantissime querele, ma penso che il processo e l’attenzione debbano essere su quello che è successo sabato scorso a Modena. Anche se addirittura c’è qualcuno che sostiene che a pagarmi la parcella sia l’Isis. Non farò querela, abbiamo un dramma troppo grosso davanti». Tuttavia l’odio social non si è limitato “solo” alle offese. «Mi sono arrivati anche messaggi di morte. Brutti, sgradevoli. Sul mio profilo Instagram, su Messenger, su tutti i canali della rete online. E questi sinceramente mi hanno lasciato perplesso. Capisco che una vicenda come questa porti rabbia, risentimento. Ma se l’avvocato si limita a chiedere una perizia non significa che stia contestando la vicenda. Né la difesa né la famiglia El Koudri vogliono giustificare. Vogliamo solo capire il perché sia successo un fatto così grosso. E abbiamo l’obbligo di indagare. Lo stesso Piantedosi ha confermato che siamo di fronte a una persona con problemi psichici, non a terrorismo». Ma quello che più ha turbato Gianelli «sono i professionisti che su quest’odio lucrano. Influencer della destra, giornali, figure politiche istituzionali anche a Modena e in Italia, che hanno deciso di guadagnare consenso e voti sono quello che più mi stupisce». Anche la Digos ha saputo di queste minacce: «Non so se per queste farò querela, ma ci penso. Valuterò con la polizia, ma non è questa la cosa importante». «Da più parti – prosegue – mi è stato detto che una campagna d’odio del genere non si era mai vista. Questo non fa giustizia a quello che è successo a Modena». Al legale nelle scorse ore è arrivata la solidarietà da più parti: anche l’Ordine degli avvocati di Bologna ha diramato una nota di vicinanza e Francesca Albanese gli ha dedicato un messaggio.

Il colloquio

Ieri (22 maggio), come detto, Gianelli è tornato a trovare Salim. «Abbiamo avuto modo di fare un’adeguata conversazione. Lui è in isolamento totale, guarda tutto il giorno il muro, non ha la tv e neppure un libro. Ha bisogno di parlare». Al momento, il 31enne non sembra essere ancora del tutto consapevole di quanto avvenuto. «È stato visitato e gli sono stati dati alcuni tranquillanti – dichiara il legale – quindi è leggermente più stabile. Credo però che non abbia ancora la cognizione di quello che ha compiuto». La prossima settimana El Koudri sarà visitato da altri specialisti: è cominciato quindi il periodo di osservazione delle sue condizioni psichiche. Periodo che, presumibilmente, durerà qualche mese. «Mi ha chiesto cosa rischia. Gli ho risposto: “Anche l’ergastolo”. Gliel’ho detto anche per provocare una sua reazione. Invece nulla. Ha guardato nel vuoto, non ha detto niente». L’avvocato fa una puntualizzazione circa il sequestro di numerosi fogli con scritte in lingua araba dall’abitazione di El Koudri a Ravarino: «Lui è madrelingua italiano, non sono suoi, ma di suo padre».
 

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