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Il legale

L’avvocato di El Koudri: «Non capisce la gravità del suo gesto, chiede la Bibbia e di vedere un prete»

di Stefania Piscitello

	L'avvocato Fausto Gianelli difende El Koudri
L'avvocato Fausto Gianelli difende El Koudri

Fausto Gianelli ha incontrato nel carcere Sant’Anna il 31enne che ha travolto 8 persone in via Emilia centro a Modena, accusato di strage e lesioni aggravate

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MODENA. «L’ho trovato malissimo, in uno stato totale di confusione mentale. Ricostruisce poco e male quello che è successo sabato, ma è come se non fosse capitato a lui. Ha chiesto una Bibbia, ma non è cristiano. E anche di potere incontrare un prete». Fausto Gianelli, avvocato difensore di Salim El Koudri – il 31enne accusato di strage e lesioni aggravate per quanto avvenuto sabato pomeriggio in via Emilia Centro a Modena – lo ha incontrato nel carcere Sant’Anna.  Un colloquio difficile, durato circa un’ora, nel quale il giovane di origini marocchine, nato a Bergamo e residente a Ravarino, è apparso distante dalla gravità di quanto accaduto. Come se quella corsa folle in centro a Modena, le persone travolte, la donna amputata, il sangue sull’asfalto, le urla, fossero qualcosa visto da fuori.

Le parole sull’accaduto

«Quando gli ho parlato dei feriti è rimasto malissimo, ha detto che è una cosa orribile – racconta il legale – ma non sembra afferrare fino in fondo la gravità. Non dice “l’ho fatto io”. È come se mancasse il passaggio logico». L’interrogatorio di garanzia, inizialmente previsto per oggi pomeriggio (18 maggio), è stato rinviato a domani mattina. Sarà in quella sede che si proverà a capire se il 31enne sia in grado di rispondere alle domande del giudice. Secondo quanto riferito dall’avvocato, il giovane non avrebbe fornito una spiegazione. «Dice che quel giorno si sentiva morire, che è uscito di casa, poi è salito in auto. Dice che andava forte, il più forte possibile, ma non parla di vendetta, non dà un perché». Frasi frammentarie, ricordi confusi, risposte spesso a monosillabi. «È in uno stato di dissociazione mentale – aggiunge Gianelli –. Non riesce a fare discorsi logici, non riesce a ricostruire coerentemente quello che è accaduto».

Il quadro psichico

Il legale conferma quanto già emerso nelle prime ore sul quadro di disagio psichico. Il 31enne era stato seguito dal Centro di salute mentale e aveva una terapia farmacologica prescritta. «Faceva una terapia, prendeva farmaci. Poi ha smesso in autonomia, all’insaputa della famiglia. Pian piano si è isolato: parlava poco, ma non era mai stato aggressivo o violento». Per questo Gianelli chiederà una perizia, ma prima ancora insiste sulla necessità che il giovane venga visitato e curato.  «Prima della perizia serve che venga visto da un medico, che venga seguito, che gli venga data una terapia. Adesso è totalmente fuori da ogni equilibrio».

Le prime richieste

Nel colloquio in carcere sono emersi anche riferimenti confusi, parole sul malocchio, sul diavolo, su una persecuzione. «Più che spiegazioni, sono deliri – dice il difensore –. Non c’è una giustificazione. Non parla di vendetta. Parla a caso di possessione, di diavolo, di malocchio». I social del giovane risultano essere oscurati. Ma, al momento, non risulta che la motivazione sia da legare a segni di estremismo religioso o radicalizzazione: sembra che abbia scritto frasi aggressive anche sulle donne. C’è poi il tema della Bibbia, chiesta in carcere. Un elemento che colpisce, anche perché il 31enne non risulta essere religioso né cristiano. «Quando gli ho chiesto cosa gli servisse, mi ha ripetuto cinque volte: sigarette. Non chiedeva altro. Gli ho domandato se volesse dei libri. Non essendo credente, non mi aspettavo certo che chiedesse il Corano. Poi è venuta fuori la Bibbia. Ha chiesto anche di potere incontrare un prete. Ma anche questo va letto dentro quel quadro di confusione».

Il lavoro

Il giovane avrebbe anche fatto cenno al lavoro, sostenendo di essere stato trattato male. Una voce, quella di possibili difficoltà o episodi di bullismo, che circolava nelle ore successive alla tragedia, ma sulla quale al momento non ci sono conferme. «Sul lavoro si lamentava, diceva che non andava bene, che era un po’ maltrattato. Ma nulla di più».

La famiglia

Intanto la famiglia resta distrutta. Gianelli ha parlato con i genitori, che hanno chiesto notizie dei feriti. Il legale chiederà presto l’autorizzazione perché possano incontrare il figlio. La difesa, dunque, si prepara a chiedere accertamenti sulle condizioni psichiche del 31enne. «Abbiamo davanti una persona che, a mio avviso, non era capace di intendere e di volere», dice Gianelli. Ma prima c’è l’interrogatorio di garanzia. «Vedremo in che condizioni sarà. Se sarà in grado di parlare lucidamente, non mi dispiacerebbe. Dobbiamo capire cosa è successo».

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