Giallo Ruggi, la svolta: trovato il telefono di Daniela nella torre
Il cellulare “indistruttibile” che le aveva regalato Lanza era nella torre con le ossa. Perde quota l’ipotesi dell’omicidio: nessun ipotetico assassino l’avrebbe lasciato lì
MONTEFIORINO. Assieme ai resti di Daniela Ruggi, nella torre di Vitriola è stato trovato anche l’ultimo cellulare in uso alla ragazza, quello con cui era sparita nel settembre 2024. È la svolta nelle indagini sulla sua scomparsa: nessun assassino avrebbe mai lasciato il cellulare della vittima accanto al cadavere. Significa quindi che la 31enne, con ogni probabilità, è morta nella torre per caduta o crollo, o per un malore.
La morte
Nessun omicidio dunque, come del resto faceva presagire nei giorni scorsi il rinvenimento nella torre di lattine e altri rifiuti: resti di un “bivacco”, di una permanenza della ragazza da viva nella torre. Lo si diceva da mesi: la presenza o meno del cellulare nella torre sarebbe stato un elemento cruciale nelle indagini. Se non c’era, sapendo che lei era inseparabile dal telefono, si rafforzava l’ipotesi dell’omicidio. Se c’era, voleva dire il contrario. La prima cosa che un ipotetico assassino avrebbe fatto, sarebbe stato portare via il telefono, con tutte le tracce che contiene.
Il cellulare
Si tratta del telefono “indistruttibile”, uno smartphone “Kingkong” della Cubot, che l’amico Domenico Lanza le aveva regalato. Un cellulare funzionante (ma senza Whatsapp) e super resistente: lo stesso Lanza, intervistato dalla Gazzetta il 12 febbraio scorso, aveva sottolineato che se nessuno l’avesse portato via, avrebbe resistito anche sotto le macerie di un crollo. A un suo amico, un cellulare identico resistette al passaggio di una macchina sopra. Ultimata la rimozione delle macerie, il 28 maggio i carabinieri assieme agli esperti del Labanof di Milano (il laboratorio di antropologia e odontologia forense fondato dalla prof Cristina Cattaneo) hanno rinvenuto tutto il resto dello scheletro di Daniela, con gli abiti, accanto all’ingresso della torre. È stato tutto prelevato con la massima cura e inviato in laboratorio a Milano, per le minuziose analisi scientifiche, che richiederanno mesi.
Le indagini
L’attenzione degli inquirenti però si è concentrata subito anche sul telefono, ritenendolo un elemento investigativo primario. Ed è stato trovato assieme alle ossa, in buono stato nonostante la permanenza sotto le macerie. È stato ovviamente anch’esso posto subito sotto sequestro da parte della Procura (pm Marco Niccolini e Laura Galli). Verrà affidato a un consulente informatico per estrapolare tutte le informazioni possibili sulle ultime ore di Daniela, fino alle 23.38 del 20 settembre 2024, quando ha smesso di funzionare. Daniela era rientrata a casa la sera del 18 settembre dopo un accesso al Pronto soccorso di Sassuolo. Poi dalla mattina del 19 non l’ha più vista nessuno dei vicini. È possibile che sia uscita di buon mattino dopo aver caricato il telefono, andando poi a “nascondersi” nella torre. E qui può essere rimasta vittima di un crollo o di una caduta poche ore dopo, forse al buio. O di un malore. Alle 23.38 del 20 il telefono può essersi spento perché scarico. Se lei fosse stata ancora viva, avrebbe senz’altro cercato di caricarlo.
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