Dal cellulare trovato accanto alle ossa nella torre le risposte sulla morte di Daniela Ruggi
L’avvocato Guido Sola: «Madre e sorella attendono in silenzio». L’avvocata Deborah De Cicco: «Imbarazzante, da legale del fratello, scoprire del ritrovamento sul giornale»
MONTEFIORINO. «La speranza, qui giunti, è che il ritrovamento del telefono di Daniela possa permettere agli inquirenti di fare luce sulla tragica scomparsa della stessa». A parlare è Guido Sola, avvocato che assiste madre e sorella di Daniela Ruggi, la 31enne scomparsa nel settembre 2024. Nei giorni scorsi infatti, oltre allo scheletro della giovane donna, dalla torre di Vitriola è emerso anche il suo cellulare: uno smartphone che le aveva regalato Domenico Lanza che, lo ricordiamo, era stato iscritto nel fascicolo aperto inizialmente per sequestro di persona ma per cui è stata chiesta l’archiviazione.
Le ipotesi sulla morte
Resta ancora aperto il fascicolo contro ignoti per omicidio, sul quale il nome di Lanza non compare. Anche se con il ritrovamento del cellulare potrebbe arrivare una svolta. Al momento sembra che l’ipotesi più probabile verso cui propende la procura sia quella del malore o la morte causata dal crollo della torre di Pignone. La speranza è ora che dal cellulare – acceso fino alle 23.38 del 20 settembre 2024 – possa emergere qualche risposta, proprio come una piccola “scatola nera” della vita di Daniela.
Mamma e sorella
Una speranza alla quale si aggrappano i familiari, a partire da madre e sorella della 31enne, assistite dall’avvocato Sola: «Sullo sfondo della drammatica vicenda umana, infatti, continuano a attendere, in silenzio, la madre e la sorella, ancora oggi ignare di cosa possa essere successo alla loro amata figlia/sorella. Penso che il ritrovamento in sé, oggettivamente, non consenta di escludere nessuna pista investigativa e che, allo stato, tutte le ipotesi di lavoro debbano essere verificate con cura da parte degli inquirenti, troppo importante essendo la posta in gioco».
Il fratello e lo sceriffo
Del ritrovamento non era stata informata neppure Deborah De Cicco, avvocata che assiste il fratello di Daniela Ruggi: «Trovo piuttosto imbarazzante per il mio ruolo di difensore del familiare Alberto Ruggi nella fase di accertamenti tecnici irripetibili in corso apprendere dal quotidiano locale di stamattina (la Gazzetta di Modena, ndr) del rinvenimento del cellulare di Daniela nella torre, questo è un dato che non è in mio possesso allo stato attuale e non mi è stato comunicato dagli inquirenti».
Il cellulare era stato regalato da Daniela da Lanza, lo stesso Lanza che lo aveva definito “indistruttibile”. E aveva ragione. Ad assisterlo c’è l’avvocato Fausto Gianelli che ricorda che l’ultimo collegamento del telefono risulta proprio alle cellule di quella zona: «Da estranei al nuovo fascicolo – ricorda – ovviamente non possiamo che esprimere amarezza per il ritrovamento perché in un modo o nell’altro testimonia la triste fine di questa ragazza. E anche in questo caso, purtroppo, sembra che il disagio psichiatrico sia la cornice essenziale di questa vicenda. A questo punto potrebbe trattarsi di una fine accidentale, ma aspettiamo che gli accertamenti medici chiariscano tutto».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=3dff6f5)