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Il Modena non ha fretta: bloccato il mercato delle panchine

di Riccardo Panini
Il Modena non ha fretta: bloccato il mercato delle panchine

Nessuno rompe le indugi, le strategie di Bonato e Catellani

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MODENA. Nessuno rompe gli indugi. Il domino delle panchine in Serie B fatica ad innescarsi perché tutte le società, per questioni interne o per obiettivi primari che devono sciogliere le riserve e liberarsi, stanno prendendo tempo.

Si parte da Bonato

Il Modena è tra queste. Intanto, tra mercoledì 3 e giovedì 4 giugno verrà chiusa la pratica di risoluzione del contratto col Cagliari per Nereo Bonato che quindi entro la fine di questa settimana potrà assumere la carica di nuovo diesse gialloblù.

I ragionamenti di Catellani e Bonato sul tema del nuovo allenatore sono profondi e non hanno steccati.

Gli unici nomi sui quali i dirigenti canarini si erano mossi con anticipo, e si può dire giustamente visti gli sviluppi, erano quelli di Abate ed Aquilani per i quali avevano avviato in fretta i sondaggi avanzando le loro proposte ben sapendo che le attenzioni della Serie A si sarebbero ben presto concentrate sui due talentuosi tecnici emergenti. Entrambi comunque, pure loro, non hanno ancora fatto una scelta definitiva.

Tempo di riflessione

Per il resto, tutto è oggetto di riflessione. Il Modena ha tracciato un piano di massima e su questo ha identificato gli obiettivi per la panchina. Dopo aver sollevato dall'incarico Andrea Sottil (ora tra i papabili per la panchina del Padova), dirigenza e proprietà hanno esteso la loro analisi all'aspetto tattico quanto a quello caratteriale. Il prossimo allenatore dovrà essere capace di assumersi il peso di un programma importante e al contempo di prospettiva.

La ferma volontà, a cominciare da Carlo Rivetti, è quella di costruire un rapporto su più anni arrivando a quella tanto agognata continuità che solo Attilio Tesser, per due stagioni, era in parte riuscito a garantire prima del brusco divorzio a favore di Paolo Bianco.

C'è una breve lista di tecnici ormai delineata che è identificabile con quello che, impropriamente, si potrebbe definire il “modello Sassuolo”. Il primo in cima all'elenco resta Fabio Pecchia. Il Pisa, maggior concorrente nella corsa all'allenatore ancora sotto contratto col Parma, si starebbe orientando su Paolo Zanetti e questo, nel caso il mister di Formia dovesse optare per una ripartenza dalla serie cadetta, vede il Modena favorito. Il nome forte degli ultimi giorni è quello di Davide Possanzini col quale c'è stata piena condivisione di vedute e progetto.

Francesco Tomei, in corsa con l'Ascoli fino a domenica per il salto in B, è stato “bloccato” e le sue quotazioni - giorno dopo giorno - sono in rialzo. Poi c'è la situazione di Lecce alla quale Catellani e Bonato guardano con interesse: nel caso in cui Eusebio Di Francesco (ancora un anno di contratto coi salentini) dovesse lasciare il club giallorosso, ipotesi probabile, la società gialloblù sarebbe pronta a tirar fuori argomenti convincenti per l'allenatore pescarese che però vorrebbe rimanere in Serie A.

L’elenco dei papabili

Tirando le somme, ad oggi Possanzini e Tomei, non necessariamente in quest’ordine, sono i tecnici con maggiori chance di sedere sulla panchina del Modena. Poi c'è un secondo gruppo di allenatori, due o tre nomi, che potremmo chiamare quello del 3-5-2. Allenatori molto più in continuità col lavoro fatto da Sottil per quanto caratterialmente diversi tra loro. Alla testa di questo gruppo c’è Luca D'Angelo; contatti approfonditi con l'ex mister dello Spezia non ce ne sono stati ma il desiderio dei dirigenti canarini è capire bene quanto l'amara retrocessione abbia segnato l'Omone il quale, comunque, ha dalla sua l'ottima impressione fatta oltre un anno fa al patron Rivetti.

Nelle ultime ore radiomercato ha rilanciato il nome di Antonio Calabro che sta trattando la risoluzione dalla Carrarese. La relazione fatta da Abiuso a Catellani sul conto del tecnico di Galatina è stata positiva ma si tratta di un tipo di tecnico ad una sola via di gioco: 3-5-2. Su Calabro poi Padova e Cremonese sono andate più decise.

Infine Davide Nicola, che non può essere lasciato da parte ma che - come Pecchia e Di Francesco - non avrebbe intenzione di staccarsi dalla Serie A e per questo resta sullo sfondo. Il Modena non ha fretta. L'impressione è quella che si arriverà intorno alla metà di giugno per una scelta definitiva e cruciale. E' evidente che tutti, il Modena per primo, sono in attesa di una situazione inaspettata che offra una svolta capace di aprire anche scenari che ad oggi potrebbero apparire come impossibili.

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