Gazzetta di Modena

Sport

Sassuolo Calcio
Calcio Serie A

Carnevali e Sassuolo: un’avventura lunga dodici anni

di Gabriele Molteni
Carnevali e Sassuolo: un’avventura lunga dodici anni

Allievo di Beppe Marotta, su richiesta di Squinzi dal 2014 Carnevali è diventato ad del Sassuolo

3 MINUTI DI LETTURA





SASSUOLO. «Noi ci siamo conosciuti mentre lavoravo alla Master Group Sport, la mia società di eventi sportivi. Quando il Sassuolo vinse la Serie B, la dottoressa Adriana Spazzoli, moglie del dottor Giorgio Squinzi, ci chiese un progetto marketing di quello che poteva essere il Sassuolo. Noi gli presentammo un progetto e loro erano entusiasti. C'era quello che sarebbe potuto diventare il Sassuolo nel corso degli anni, una visione più ampia. Dopo aver accettato il progetto, la dottoressa mi chiese se me la sentivo di prendere in mano il Sassuolo Calcio. La mia prima risposta fu no grazie, ma dire di no a lei e al dottore era impossibile. Mi sentivo molto legato a loro».

Sono queste le parole ripetute negli anni da Giovanni Carnevali per raccontare, come amava fare, del legame profondo che lo unisce alla famiglia Squinzi, e di come proprio quel legame lo abbia spinto a tornare nel mondo del calcio. «La loro insistenza mi incuriosì e decisi di andare a Sassuolo. Sarò sincero, non sapevo neanche dove fosse, misi il navigatore. La sede era al ‘Ricci’, i dipendenti erano due-tre, non c'era nulla. Però io conoscevo la proprietà, sapevo che mi avrebbero fatto lavorare e, siccome c'era tantissimo da fare, la presi come una grande sfida. Sono partito con grande entusiasmo e ho fatto la scelta giusta».

La svolta nella carriera

Fino a quel momento il futuro amministratore delegato della Juventus, dopo aver iniziato l’attività di dirigente nella Milanese, dove conobbe Giuseppe Marotta e Ariedo Braida nel 1982, e aver proseguito nel Monza, nel Pavia, nel Como e nel Ravenna, si era dedicato definitivamente alla sua attività imprenditoriale. Da quel giugno del 2014 però la storia del club neroverde è cambiata: 11 stagioni consecutive in Serie A, di cui 10 con lui in dirigenza, intervallate da un solo inciampo, la retrocessione del 2023/2024, subito riscattata al primo tentativo.

Tanti traguardi con i neroverdi

E il Sassuolo non ha mai smesso di crescere, prima con l’acquisizione del Mapei Stadium, poi con la costruzione del Mapei Football Center, uno dei centri sportivi più belli e all’avanguardia d’Italia. D’altronde l’obiettivo è sempre stato quello di essere un modello di efficienza e solidità societaria, riuscendo a portare avanti di pari passo i risultati sportivi e lo sviluppo del club.

Il punto più alto della sua esperienza a Sassuolo rimane la qualificazione all’Europa League del 2015/2016, ottenuta dopo soli tre anni in Serie A. Tra i numerosi motivi di vanto della sua gestione, oltre ad aver realizzato plusvalenze da record, c’è il fatto di aver cresciuto tanti giocatori che hanno indossato la maglia azzurra: oltre ai Campioni d’Europa Berardi, Locatelli e Raspadori anche Scamacca, Sensi, Politano, Pellegrini, Acerbi, Zaza, Frattesi, Sansone, Caputo e, recentemente, Lipani. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google