Gazzetta di Modena

Modena

La tragedia

Pavullo a lutto per Alex Martinelli, morto in tangenziale: «Non vorrebbe vederci piangere»

di Daniele Montanari

	Chiesa di Pavullo gremita per l'addio ad Alex Martinelli
Chiesa di Pavullo gremita per l'addio ad Alex Martinelli

In cinquecento al funerale del 27enne che ha perso la vita nell’incidente in cui è scomparsa anche la zocchese Aurora Passanti

3 MINUTI DI LETTURA





PAVULLO. Una folla immensa, attorno alle 500 persone tra chiesa e piazzale di Monteobizzo, ha dato sabato 19 luglio al mattino un ultimo saluto pieno d’affetto ad Alex Martinelli, il 27enne morto a seguito delle ferite riportate nel terribile incidente del 13 luglio a Modena nel quale ha perso la vita anche la 24enne di Zocca Aurora Passanti.

Il saluto

Tanti occhi lucidi, tante lacrime soprattutto da parte dei più giovani ma non solo, di fronte a una morte che ha colpito nel profondo. C’erano rappresentanti di tutte le forze dell’ordine, l’assessore Cornia per il Comune, Cri, dirigenti dell’Olimpic Lama e dello Sci Fondo Pavullese, con i bimbi che hanno fatto con gli sci il saluto finale al feretro condotto poi dalle Onoranze Verucchi in cremazione. Ma prima, gli amici hanno voluto salutarlo sul retro della chiesa con il rombo della sua moto Yamaha messa accanto alla bara e la risposta delle altre moto. Attorno, una cornice di Toyota GR86 come la sua, e altre auto sportive, con arrivi da tutta la regione. Poi il lancio di palloncini bianchi, ognuno con un messaggio per Alex.

«Perché?»

«Tutti siamo spiazzati e nel dolore – ha sottolineato don Binu Thomas, aiuto parroco – che si trasforma in domanda: perché Dio hai permesso questo e non hai salvato la vita di Alex? Perché se n’è andato così giovane? Lui che era un ragazzo solare, sempre pronto ad ascoltare, generoso con tutti. Non ci sono limiti al nostro smarrimento: il dolore rimane, e anche la domanda accorata rivolta a Dio. Anche Gesù mentre moriva sulla croce ha gridato: “Perché mi hai abbandonato?”. Gesù è arrivato fino al punto più distante da Dio padre che è la morte. Ha voluto essere presente nella domanda di senso che emerge nel dolore. Lo ha fatto per venire a portarci lì, nel dolore più profondo, l’amore di Dio e la luce della risurrezione, che fa rifiorire la vita dalla morte. Umanamente non ci sono risposte. Si trovano solo nella fede. Non tratteniamo questo dolore ma condividiamolo, portiamone il peso insieme. Sotto la croce sono possibili gesti di tenerezza che ci fanno scoprire che la morte non ha l’ultima parola».

Il don ha letto anche un messaggio del parroco don Antonio Lumare: «Non c’è sofferenza più grande della perdita di un figlio: anche se non posso essere presente, la mia vicinanza alla famiglia in questo momento è grande. Ma penso anche alla sofferenza, e alla rabbia, di tanti giovani amici di Alex: nessun gesto d’amore vissuto con lui andrà perso, questo momento vi faccia crescere nella comunione fra voi e con Dio, quindi anche con Alex».

La madre

Dopo la lettura da parte del cognato Marco della lettera di saluto scritta dalla famiglia, ha preso la parola Emanuela, la mamma di Alex, rivelando una cosa che nessuno sapeva, e che fa davvero pensare: «Poco dopo la nascita di Alex – ha detto – l’ho visto in sogno che mi parlava e mi diceva: “Mamma, io un giorno me ne vado, ma tu non piangere”. Io mi sono detta: ma quale madre può non piangere il proprio figlio? Ora sento che Alex è al mio fianco e mi sostiene, come sostiene tutti voi: non vorrebbe vederci piangere».

© RIPRODUZIONE RISERVATA