L’ultimo commosso abbraccio a Stefania Palmieri: «Tu e Aurora siete stelle del cielo»
Folla nella chiesa di San Lazzaro per il funerale della 36enne morta in un incidente stradale sull’autostrada del Brennero con la bimba in grembo: «Eri un’anima che portava gioia, accompagnaci con un sorriso che non si spegne»
MODENA. Quasi 400 persone – la grande chiesa di San Lazzaro non è bastata a contenerle – e tantissima commozione ieri, lunedì 10 novembre, nell’ultimo saluto a Stefania Palmieri, la 36enne morta venerdì 7 novembre in un terribile incidente in autostrada a Mantova. Mancavano sette giorni al parto: con lei è morta anche la piccola Aurora che portava in grembo. Una doppia tragedia che ha lasciato attoniti, spingendo in centinaia a stringersi al papà di Stefania – il prof Beniamino Palmieri, noto chirurgo modenese – alla mamma Anna, il fratello Gaspare, la sorella Lucia e Lorenz, il compagno di Stefania che in un attimo si è visto portare via lei e il sogno di diventare papà.
L’ultimo saluto
È stata una cerimonia molto toccante, preparata con grande cura e immenso affetto. A partire dalle amiche di Stefania, che hanno voluto accoglierla con le foto di alcuni indimenticabili momenti felici vissuti insieme ai lati del portone d’ingresso. Poi il coro, che l’ha salutata con canti gioiosi, come avrebbe voluto lei. Fino al finale con le parole di Terzani sugli addii e un’intensa “Amazing Grace”. «Ringraziamo Stefania per la luce che è stata in vita per tutti voi e il bene che è stata capace di portare – ha detto il parroco don Raffaele Coppi – ora l’affidiamo a Dio con la consapevolezza che lui non lascia cadere niente di noi. E gli affidiamo anche la piccola Aurora, che nessuno qui ha potuto conoscere tranne lei».
Le amiche
Dalle preghiere e dalle parole di amiche e parenti, la fotografia di tutto l’affetto che questa ragazza aveva suscitato attorno a sé. «Hai sempre avuto la luce speciale di chi ama la vita, di chi la guarda in faccia e non ha paura di scelte coraggiose e di sentimenti forti – ha detto un’amica – eri sempre aperta e curiosa verso tutto e tutti. Porteremo sempre con noi il tuo grandissimo amore per la vita, la luce che hai sempre emanato fino all’ultima volta che ci siamo viste». E ancora: «Cara Stefania, eri un’anima luminosa che portavi gioia. Fa’, o Signore, che la sua luce ci accompagni, capace di scaldare come una carezza che arriva al cuore, come un sorriso che non si spegne».
La cugina
«Stefania, la nostra splendida cugina, così speciale, sempre pronta a tenere unita il nostro gruppo di cugini. Aveva la capacità di rendere speciale chiunque le stesse accanto. Ti affidiamo Signore anche Aurora, che portava in grembo con tutta la dolcezza del suo amore. Lascia che la sua presenza continui a vivere in noi, nelle cose belle che la Stefy ci ha lasciato». «Accogli Signore anche la piccola Aurora, che non ha conosciuto la luce del mondo ma ha vissuto immersa nell’amore, custodita nel grembo della sua mamma e nel cuore di suo papà. Aurora, hai fatto scoprire alla tua mamma una nuova parte di sé, un amore intimo e profondo, un legame che niente potrà spezzare. Insieme avete condiviso un respiro solo, una fusione di anima e di cuore che ora rimarrà suggellata per sempre».
Il suocero
Al termine, ha preso la parola il papà del fidanzato Lorenz: «Sarei diventato il suocero della Stefania, ha vissuto sette anni in Cadore, era la sua seconda casa – ha detto fra i singhiozzi – l’emozione mi sovrasta e non riesco a dire altro. Ma una parola devo dirla ad Anna e Beniamino: avete fatto una figlia stupenda».
Il padre
«Cara Stefania, hai voluto cercare di raggiungere la luce del sole, ma avevi le ali di cera e adesso noi ti possiamo vedere solo nella luce – ha detto commosso il padre Beniamino, ringraziando tutti – sappi però che le nostre lacrime bruciano molto di più di quella cera che si è sciolta». E qui un altro grande applauso liberatorio. Poi l’ultimo abbraccio corale davanti alla chiesa e il bacio di Lorenz alla bara, che è stata poi condotta dalle onoranze di Gianni Gibellini al cimitero di Porto Mantovano.
