Daniela Ruggi, il Dna della madre sarà comparato con i resti umani ritrovati
Gli avvocati Guido Sola ed Elena Lenzini: «Si spera che quelle ossa non appartengano a lei. Pensare che si tratti di uno scherzo macabro, però, fa rabbrividire»
MONTEFIORINO. La madre di Daniela Ruggi è stata convocata per il prelievo del Dna. L’obiettivo della Procura di Modena è fare una volta per tutte luce sul ritrovamento di alcuni resti umani e di indumenti femminili a Vitriola, nella Torre di Pignone. Lì, il primo giorno dell’anno, due escursionisti si sono imbattuti nelle ossa – tra cui un teschio – che subito hanno fatto pensare alla 32enne scomparsa proprio da Vitriola il 18 settembre 2024. Sono tanti i dubbi che aleggiano intorno a questo ritrovamento: un’ipotesi è anche che si tratti di uno scherzo di cattivo gusto – anche perché nei mesi scorsi gli inquirenti hanno effettuato sopralluoghi anche nella torre – ed è per questo che ora si vuole escludere certezza che quelle ossa appartengano a Ruggi.
Il commento
«La speranza – ribadiscono gli avvocati Guido Sola e Elena Lenzini che rappresentano la madre e la sorella di Daniela –, ovviamente, è che i poveri resti non appartengano a Daniela». «La mamma – chiarisce l’avvocato Sola – continua a ripetere che, per una mamma, è semplicemente impensabile che la figlia possa non essere viva, a prescindere dal passare del tempo. Ovviamente, il pensiero che qualcuno possa aver architettato uno scherzo di cattivo gusto – aggiunge l'avvocato Sola – , soprattutto in questo caso, già drammatico, fa francamente rabbrividire». Il legale prosegue con la riflessione: «Il desiderio più immediato, anche alla luce delle ultime notizie di stampa e dei dubbi emersi in relazione al ritrovamento di cui si tratta – conclude –, è che gli inquirenti possano quanto prima chiarire inequivocabilmente l'accaduto». E dunque, nelle scorse ore la madre della 32enne è stata convocata dalla procura di Modena per prelevare il dna da comparare con quei resti. I dubbi sono tanti anche per le condizioni in cui sono stati ritrovati: improbabile che in soli 16 mesi – da quando è scomparsa – le ossa siano diventata così “pulite” per decomposizione. Un giallo che quindi si infittisce: se non a Daniela, a chi potrebbero appartenere quelle ossa? Quel che è certo è che le indagini dei carabinieri proseguono serrate.
L’ispezione
Sabato scorso, 10 gennaio, militari dell’Arma, Procura e vigili del fuoco sono tornati nella torre con un dispiegamento di mezzi che non è passato inosservato alla piccola comunità. L’ispezione è stata effettuata solo nella parte esterna della torre che si trova in uno stato di degrado che ne compromette la stabilità. Un cumulo di macerie all’interno, dopo che il tetto è crollato, crepe evidenti e una conseguente difficoltà ad accedervi con mezzi normali. La ricognizione è servita proprio per approfondire questi aspetti e per valutare in che modo e con quali mezzi effettuare ulteriori approfondimenti all’interno della struttura.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
