Caso Ruggi, si fa strada l’ipotesi malore come causa di una caduta fatale
Il 18 settembre 2024 Daniela era stata colta da una pre-sincope, rendendo necessario il suo trasporto in ospedale. Non si può quindi escludere che l’abbia colpita anche dopo il suo ritorno a casa
MONTEFIORINO. Era una lipotimia, cioè una pre-sincope, il malore che ha colto Daniela Ruggi il 18 settembre 2024, rendendo necessario il suo trasporto in ospedale. Il malore provoca una sensazione di imminente svenimento che può causare cadute. Da quanto emerge, non era la prima volta che la 31enne soffriva di un malore simile. Non si può quindi escludere che l’abbia colpita anche dopo il suo ritorno a casa. Forse quando era alla torre di Pignone – con anche il timore di trovarsi lì di notte al buio – causando una sua caduta risultata fatale? È una delle ipotesi su cui si sta lavorando, per chiarire il mistero della sua morte.
Il malore
Non si era mai capito bene in che cosa consistesse il malore che aveva colto la ragazza all’arrivo a casa dei servizi sociali, che lei aveva sempre osteggiato, volendo trascorrere la vita a modo suo. Ma era una modalità ormai troppo borderline e critica sotto il profilo igienico-sanitario, da qui l’intervento. Lei si è arrabbiata, e ha avuto il mancamento, che ora emerge essere stato una pre-sincope. Non isolata: pare che in passato avesse già ricevuto cure per lo stesso problema. Potrebbe essere un elemento non di secondo piano nel ricostruire la morte della 31enne, se emergerà che si è trattato di un incidente. Un incidente che potrebbe essere stato causato, non solo da un improvviso crollo all’interno della torre, ma anche da un mancamento che potrebbe averla fatta cadere causando lesioni fatali.
Il cellulare
Il cellulare che aveva con sé ha smesso di funzionare alle 23.38, cioè a notte fonda. Potrebbe essersi trovata a quell’ora nella torre da sola, e tutto essere accaduto nell’oscurità, una volta che il telefono si era scaricato? È solo un’ipotesi, al momento non si può escludere neanche l’omicidio. Decisivi sanno i rilievi della prof Cristina Cattaneo sul teschio, per capire se ha subito traumi. E gli altri resti che si spera di trovare nella torre, non appena si riuscirà a entrare.
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