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Il giallo

Caso Ruggi, Daniela è stata avvistata da tre persone dopo lo spegnimento del telefono

di Daniele Montanari

	Il cellulare al centro del caso Ruggi
Il cellulare al centro del caso Ruggi

Sono di Montefiorino, hanno riferito di essere certi di averla vista camminare ancora per le strade tra Vitriola il 27 e il 28 settembre 2024. Se effettivamente era ancora viva in quei giorni, si può ipotizzare allora che qualcuno le avesse dato un altro cellulare?

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MONTEFIORINO. Ci sono non una, ma tre persone che hanno dichiarato di aver visto Daniela Ruggi tra Vitriola e Montefiorino successivamente alla data della sua scomparsa, il 20 settembre 2024. O meglio, la data in cui il telefono che aveva in uso ha smesso di funzionare, di notte alle 23.38. È quanto emerge dalle più che mai complesse indagini sulla morte della 31enne.

Gli avvistamenti

Dagli elementi finora emersi, si ipotizzava che la ragazza fosse morta proprio quel 20 settembre. O direttamente nella torre di Vitriola dove si cercano i resti, o altrove e poi portata lì. La deduzione è legata alla cronica dipendenza di Daniela dal cellulare: tutti quelli che la conoscevano dicono che non si staccava mai dal telefono. Al punto da essere sorpresa delle volte ancora a parlare a telefono spento. Non viveva senza telefono, dunque una ragionevole ipotesi porta a pensare che non abbia più utilizzato il telefono dopo il 20 settembre perché quella sera le è successo qualcosa di irreparabile. Adesso però emerge che ci sono tre persone del posto, che dunque la conoscevano bene, identificate, che hanno riferito ai carabinieri di essere certi di averla vista camminare ancora per le strade tra Vitriola e Montefiorino il 27 e il 28 settembre 2024. Poi anche per loro è svanita nel nulla.

Le testimonianze

Sono testimonianze che hanno un certo peso, perché sottoscritte da più persone e tali – in teoria – da non poter essere indotte in errore (come tante altre in giro per l’Italia), perché la fisionomia di Daniela la conoscevano bene. Sono testimonianze che vanno ad aggiungere altri elementi d’incertezza su ciò che è successo alla ragazza. È pressoché impossibile pensare che Daniela sia stata più di una settimana senza cellulare, dal 20 al 28. Se effettivamente era ancora viva in quei giorni, si può ipotizzare allora che qualcuno le avesse dato un altro cellulare? O che avesse cambiato la sim in quello che le aveva regalato Lanza? Ma perché poi?

La rimozione delle macerie

Insomma, questa tragica vicenda per ora continua a sollevare più domande che risposte. È emersa anche una lettera anonima che qualcuno ha fatto pervenire ai carabinieri di Montefiorino, ma è successo nel gennaio 2025, e non fu giudicata meritevole di approfondimento investigativo. Per avere qualche certezza, bisognerà attendere l’intervento di rimozione delle macerie alla torre di Pignone. Che però, come anticipato dalla Gazzetta nei giorni scorsi, va per le lunghe, essendo lavori costosi che la Procura deve necessariamente mettere a bando. E prima di poter essere operativi, passerà sicuramente dell’altro tempo. «La Procura certamente non può esimersi dall'affidare i lavori di smaltimento della torre secondo le normative vigenti e legittimamente lo fa attraverso un bando pubblico – osserva Deborah De Cicco, l’avvocato del fratello di Daniela, Alberto – ma non posso che constatare con amarezza che purtroppo questo trascorrere del tempo inevitabilmente possa nuocere alla conservazione di eventuali altri resti o tracce sotto le macerie, stante gli agenti atmosferici e/o la presenza di fauna selvatica della zona. Questo momento di attesa porta con sé ulteriore sofferenza per il mio assistito, come familiare di Daniela».