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Il riconoscimento

Sparò e uccise l’accoltellatore: medaglia d’argento al carabiniere Luciano Masini

di Daniele Montanari

	Luciano Masini e una manifestazione in suo sostegno
Luciano Masini e una manifestazione in suo sostegno

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Esempio di virtù militari e altissimo senso del dovere»

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POLINAGO. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito la medaglia d’argento a Luciano Masini, il luogotenente comandante della stazione carabinieri che il 31 dicembre 2024 a Villa Verucchio, nel Riminese, sparò e uccise il 23enne egiziano Muhammad Sitta, che aveva accoltellato quattro persone e stava dirigendosi con la stessa lama anche contro di lui e una collega. Per l’accaduto Masini – originario di Polinago e fino al 2016 comandante della stazione di Frassinoro – venne indagato per eccesso colposo di legittima difesa. Ma, grazie a diverse testimonianze e soprattutto ai video che hanno ripreso tutta la scena dimostrando che aveva correttamente intimato a Sitta di fermarsi prima di sparare, il gip del Tribunale di Rimini ha accolto la richiesta di archiviazione della Procura.

Il riconoscimento

Ora la correttezza dell’operato, e del coraggio dimostrato nel frangente, ottiene il più alto riconoscimento, quello del presidente della Repubblica. Il 10 marzo è uscito sulla Gazzetta Ufficiale l’avviso che il 19 febbraio Mattarella ha disposto il conferimento a Masini della Medaglia d’Argento al Valore dell’Arma dei Carabinieri. Si tratta di una prestigiosa onorificenza concessa a militari che dimostrano notevole coraggio, mettendo a rischio la propria vita in attività di servizio o in situazioni di conflitto. Questa la motivazione: “Comandante di Stazione distaccata, impegnato in un servizio di pattuglia, con esemplare spirito di servizio ed eccezionale coraggio, non appena informato della posizione di un soggetto armato di coltello, che aveva ferito gravemente quattro persone sulla pubblica via, non esitava a intervenire nell’immediatezza, senza attendere l’arrivo di rinforzi, quindi esponendosi a elevatissimo rischio, per evitare che altri cittadini incolumi venissero aggrediti. Al cospetto dell’individuo, dando prova di lucida determinazione ed esemplare professionalità, ricorreva progressivamente all’uso della forza, dapprima intimandogli di gettare l’arma bianca, poi esplodendo dei colpi con la pistola d’ordinanza verso il suolo per dissuaderne l’avvicinamento minaccioso nei confronti degli operanti e, infine, indirizzando l’azione di fuoco verso il soggetto, colpito mortalmente allorquando, continuando nella sua violenta aggressione, era ormai prossimo ad avventarsi contro il militare. Chiaro esempio di elette virtù militari e altissimo senso del dovere”.

«Orgogliosi di lui»

Orgogliosissimi del riconoscimento a Polinago, dove vive tuttora suo padre Gianni, veterinario in pensione e da sempre attivo membro dell’Associazione nazionale carabinieri. «L’ho visto giovedì – sottolinea il sindaco Simona Magnani – e mi sono congratulata con lui, dicendogli che come comunità siamo una volta di più orgogliosi del valore dimostrato da suo figlio. Sia il figlio che il padre sono sempre stati persone ligie al dovere e pronte al servizio della comunità: non abbiamo mai avuto dubbi sulla correttezza dell’operato. Che ora viene certificato dal Presidente. È stata una vicenda dolorosa, e che all’inizio ha creato grande preoccupazione. Meno male che c’erano video che hanno documentato in modo evidente e inattaccabile la professionalità, e il coraggio, del nostro conterraneo Luciano».

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