Gazzetta di Modena

Modena

Ore d’ansia

Travolta in bici da El Koudri: «Era appena uscita dal Mercato Albinelli dopo il lavoro»

di Daniele Montanari

	La donna investita dall'auto guidata da El Koudri
La donna investita dall'auto guidata da El Koudri

Bozena, 53enne polacca storica commessa del banco Boutique del Formaggio, resta ricoverata a Baggiovara con prognosi riservata. Il compagno: «Sono giorni terribili, credo nella giustizia»

4 MINUTI DI LETTURA





MODENA. È in condizioni cliniche ritenute stabili, ma ancora in prognosi riservata la 53enne polacca Bozena B., travolta dall’auto di Salim El Koudri sabato 14 maggio mentre in sella alla sua bicicletta stava rientrando a casa dopo il lavoro. È una figura famigliare a molti: lavora nel banco Boutique del Formaggio di Davide Zaccarini, operativa al Mercato Albinelli da oltre vent’anni. Il Cda del Mercato, col presidente Andrea Solieri, il direttore Sergio Romagnoli, Davide Zaccarini e tutti i colleghi del mercato, in una nota si dicono «vicini a lei e alla sua famiglia, in questo momento di estrema difficoltà e si augurano che la collega possa rimettersi al più presto». Ma sono ore d’angoscia in particolare per Mauro Salvatori, il compagno di lei.

Salvatori, quali sono gli ultimi aggiornamenti sulle condizioni?

«Sono stazionarie: non migliora e non peggiora, resta in rianimazione leggermente sedata, ma in prognosi riservata».

Ha molti traumi?

«Sì. Fratture dappertutto: dal torace, e questo non le permette di avere una sufficienza respiratoria, al bacino e le gambe. Non sembra avere avuto ripercussioni alla testa, ma serve ancora monitoraggio per capire bene. E per fortuna non sembrano neanche esserci ripercussioni sulle gambe, come per quella povera turista tedesca. Ma la preoccupazione è ancora tanta».

È stata la prima ad essere travolta dall’auto, vero?

«Sì, aveva appena finito di lavorare al Mercato Albinelli, era uscita alle 16.30 e stava tornando a casa in bicicletta, come fa sempre. Stava passando per la ztl in zona 30, sapendo che quella è un’area teoricamente protetta. Invece è stata colpita in modo orribile: è stata la prima ad essere travolta da questo personaggio. Quella che ha subìto l’impatto della macchina a velocità maggiore: il medico del 118 che l’ha soccorsa ha detto che ha riportato traumi da un impatto con un mezzo che viaggiava almeno a 100 km/h».

Fosse passata di lì un attimo prima, avrebbe evitato tutto…

«È stata questione di secondi. È stata particolarmente sfortunata. Cosa posso dire? Si è trovata nel posto sbagliato nel momento sbagliato, nel secondo sbagliato. E ha subìto quel che ha subìto».

Che persona è?

«Siamo insieme da 13 anni, l’ho conosciuta al mercato. Ho sempre pensato che è una donna straordinaria. È sempre stata molto dinamica, molto forte, con tanta voglia di fare. Una di quelle persone che se si mettono d’impegno scaravoltano il mondo. Io spero tanto che questa forza d’animo l’abbia mantenuta nel suo inconscio. E che anche nella situazione in cui è, le possa dare quell’aiuto in più per affrontare la sfida più grande della sua vita».

E lei come sta?

«Come volete che stia? Sono in una sorta di agonia anch’io, non sapendo se la persona che amo resterà in vita e in che condizioni. Sono giorni terribili».

Ha saputo che il ragazzo sulla macchina ha problemi mentali e si va verso la perizia psichiatrica? Teme che venga riconosciuta un’infermità mentale e che non sia chiamato a rispondere di quello che ha fatto?

«Io credo nella giustizia. Ci saranno persone in grado di valutare bene in che condizioni era quando ha fatto precipitare nel terrore la città. Io non mi permetto minimamente di immaginare quello che può essere passato nella sua testa quando ha fatto quello che ha fatto. Dico solo che è evidente che ha deciso. Ci sono i testimoni, ci sono i video che provano che ha dato un’accelerata all’impazzata a quell’auto. E se in una ztl acceleri fino ai 100, vuol dire che hai deciso di farlo. Se c’è una decisione, allora ci deve essere una responsabilità che poi si traduce in giustizia per quello che hai fatto. Tutte le mattine ci alziamo e decidiamo se fare una cosa o l’altra. E se quel che facciamo provoca conseguenze, ne rispondiamo. Se uno è incapace di intendere e volere, secondo me è difficile che guidi la macchina in quel modo. Uno che è fuori di sé e si mette al volante, picchia contro al primo ostacolo che trova. Me se tu fai apposta a tirare sotto le persone, vuol dire che un minimo di concentrazione ce l’hai».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google