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Il dolore

Monica, chi è la vittima dell’attentato di Modena: madre di 3 figli, i suoi organi saranno donati

Monica, chi è la vittima dell’attentato di Modena: madre di 3 figli, i suoi organi saranno donati

La 55enne di Nonantola, morta 69 giorni dopo essere stata travolta in via Emilia Centro dall’auto guidata da Salim El Koudri, lascia il marito Angelo, anche lui ferito, i figli Salvatore, Angela e Jennifer, i quattro fratelli e la mamma Giuseppina

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MODENA. Sessantanove giorni. Un’agonia di oltre due mesi, che durava da quel maledetto 16 maggio e ora è finita, ma nel peggiore dei modi. Monica Esposito, 55 anni, è morta questa mattina (22 luglio) in ospedale a Baggiovara: si tratta dell’unica vittima dell’attentato compiuto da Salim El Koudri in via Emilia Centro a Modena. Una tragedia che ha segnato tutti, da Modena al resto del mondo, ora macchiata in modo indelebile con il sangue di una vittima innocente. Le ferite rimediate dalla donna nell’impatto con la Citroen C3 guidata da El Koudri erano parse subito gravissime. Esposito era stata trasportata d’urgenza all’ospedale Maggiore di Bologna e ricoverata in terapia intensiva. Da oltre due mesi la donna era in coma, non aveva mai ripreso conoscenza e la sua vita era appesa a un filo sottilissimo, che si è spezzato sul letto del reparto di Rianimazione dell’ospedale di Baggiovara, dove era stata trasferita qualche settimana fa. Le speranze erano ai minimi, ma le preghiere della famiglia e degli amici non si sono mai fermate. E non si fermeranno.

Chi era Monica

Monica Esposito viveva a Nonantola: lascia tre figli, Salvatore, 19 anni, Angela, 29, e Jennifer, 30, e il marito Angelo Ciccarelli, anch’egli coinvolto in maniera molto seria nell’attentato ma le cui condizioni sono poi migliorati. I due avevano una piccola azienda a conduzione familiare, la J.A.S (le iniziali dei tre amati figli) con sede a Nonantola in via Galvani 38. «Una famiglia per bene, dedita al lavoro e riservata, unita da una grande amore. Monica era una gran bella persona, sempre con il sorriso. Una guerriera che ha lottato fino alla fine» racconta l’amica Monica Contursi. Una famiglia che ora si ritrova con una ferita di quelle dolorosissime da far guarire. Il marito Angelo sta seguendo un percorso di riabilitazione in ospedale a Correggio per via dei traumi riportati quel giorno. Ma il suo pensiero è sempre stato rivolto alla sua amata moglie, che sotto il suo sguardo è stata travolta da quell’auto impazzita. Affranta anche mamma Giuseppina Esposito, ultraottantenne che ha vissuto con grande dolore gli ultimi mesi fino ad apprendere ieri la tragica notizia. Monica e i suoi quattro fratelli – Giovanni, Gennaro, Carmine e Veronica – avevano preso il cognome da lei, arrivata a Modena da Napoli. E seppur fosse modenese a tutti gli effetti, Monica portava nel cuore i colori della squadra partenopea, di cui era grande tifosa insieme al marito.

L’attentato

Monica Esposito è stata una delle prime persone ad essere investite dall’auto guidata da Salim El Koudri nel pomeriggio di sabato 16 maggio: era con il marito Angelo sul marciapiede in largo Porta Bologna e si era fermata a parlare con una nipote e il suo fidanzato, incontrati proprio in via Emilia. Praticamente accanto a loro c’era Bozena, la donna polacca in bicicletta che stava rientrando dal lavoro al Mercato Albinelli, anche lei rimasta ferita gravemente e uscita dalla Terapia intensiva dell’ospedale di Baggiovara quasi un mese dopo. Sono stati loro i primi ad essere travolti: Monica e il marito in maniera gravissima, trasportati all’ospedale Maggiore di Bologna e ricoverati in Terapia intensiva con prognosi riservata; la nipote (trauma cranico e alcuni punti di sutura) e il suo fidanzato (quasi illeso ma sotto shock) in maniera più lieve, tanto da essere poco dopo dimessi dal Policlinico di Modena. Dimesso dopo alcuni giorni di ricovero a Baggiovara anche Ermanno Muccini, chef del ristorante Zelmira investito nei pressi del punto in cui si trovava Esposito. El Koudri aveva poi finito la sua corsa contro la vetrina del negozio di abbigliamento Dallari, travolgendo la turista tedesca a cui sono state amputate entrambe le gambe (tornata in Germania dopo essere stata dichiarata fuori pericolo). Tra i feriti – in tutto 8 – ci fu anche Luca Signorelli, colpito con due coltellate da El Koudri dopo averlo inseguito e bloccato.

Lutto cittadino

Il sindaco di Modena Massimo Mezzetti e la sindaca di Nonantola Tiziana Baccolini hanno proclamato il lutto cittadino nel giorno in cui si terranno i funerali.

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