Modena, sono i giorni di Abate: i Rivetti aspettano risposte
Il tecnico della Juve Stabia deve rompere gli indugi sulla panchina gialloblù, ma Bonato tiene aperte altre piste
MODENA. Stretta finale sulla scelta del nuovo allenatore del Modena. Questa settimana sarà quella in cui si chiuderanno i giochi e troverà concretezza il lunghissimo periodo di analisi interna alla società.
Una valutazione complessa, partita dalla forte volontà di cambiare rotta rispetto alla passata stagione che ha trovato conferma con il divorzio da Andrea Sottil, nonostante l'evidenza dei risultati, transitata dall'inserimento nell'organico societario di Nereo Bonato (in settimana la presentazione ufficiale dopo la firma come nuovo diesse) e quindi culminata con il giro di approfondimento allargato a molti tecnici portato avanti negli ultimi quindici giorni.
Un percorso articolato che oggi sfocia in una situazione che appare ormai chiara. Un bivio nel quale c'è da una parte una via maestra, da sempre quella preferita e dall'altra una strada alternativa costruita proprio in quest'ultimo periodo e rimasta ormai legata al massimo ad un paio di nomi.
Abate, l'ultimatum
Un anno fa, giusto di questi tempi, quando Andrea Catellani trattava a fondo con Luca D'Angelo e nel contempo aveva bloccato Andrea Sottil non avendo la certezza che l'Omone sarebbe riuscito a liberarsi dallo Spezia, un altro nome era entrato nella lista dei candidati alla panchina gialloblù.
Era quello di Ignazio Abate col quale l'allora diesse canarino, che presto assumerà la carica di direttore generale, aveva fatto un colloquio conoscitivo ed un sondaggio concreto valutandolo come un profilo molto interessante per quanto il Modena aveva intenzione di sviluppare nel tempo.
È stato dunque quasi naturale, dopo aver perso il playoff proprio con la Juve Stabia allenata dall'ex giocatore gialloblù, buttarsi alla carica di Abate nel tentativo di riannodare certi discorsi. A metà dello scorso maggio il Modena aveva così già messo sul piatto la sua proposta economica, con un piano tecnico e la disponibilità di strutture e budget di mercato, articolando un'offerta che aveva colpito molto favorevolmente l'ex mister milanista.
A quel punto, non restava altro da fare che aspettare. Abate infatti, aveva chiesto tempo ben sapendo di aver attirato l'interesse di diversi club di Serie A. Ora quel tempo è agli sgoccioli.
Chiusa la strada per la panchina del Sassuolo che ha scelto Aquilani, al tecnico stabiese è rimasto un sentiero stretto e tortuoso che porta al Torino. Una via che si è fortemente complicata dopo l'incontro che Abate ha avuto venerdì scorso con la società granata al termine del quale il presidente Urbano Cairo ha tratto buone impressioni non in sintonia però con quelle del diesse Gianluca Petrachi che ha dato responso negativo. E pure Abate non sarebbe rimasto soddisfatto dal programma granata.
Ecco dunque che l'attesa del Modena potrebbe aver pagato. Il club canarino, forte di una parola strappata ormai oltre un mese fa, ha quindi rilanciato il suo corteggiamento; Catellani e Bonato hanno lasciato all'allenatore campano, ormai milanese a tutti gli effetti, la possibilità di giocarsi le sue carte e adesso premono per avere da lui una risposta definitiva entro domani o poco più. Tra l'altro, stasera alla mezzanotte tra lunedì 8 e martedì 9 giugno scadrà il termine di ricapitalizzazione della Juve Stabia per una cifra vicina ai sette milioni di euro rivolto, in prima istanza, all'imprenditore Francesco Agnello in quanto giuridicamente ancora titolare delle quote della Stabia Capital S.r.l. poste sotto sequestro dall'autorità giudiziaria; un passaggio cruciale pure questo, perché potrebbe creare i presupposti di un fallimento delle vespe con conseguente svincolo automatico di tutti i tesserati al 16 giugno, termine ultimo per le iscrizioni. Il tempo delle scelte è quindi arrivato.
Per Abate, tanto quanto per il Modena. Il club gialloblù si aspetta dal tecnico un riscontro senza appelli che consenta poi di affrontare le successive mosse: in caso affermativo di chiudere l'accordo e partire col mercato, in caso negativo di percorrere le soluzioni alternative che sono state preparate.
Il piano B
La promozione tra i cadetti conquistata dell'Ascoli rende piuttosto difficoltosa l'opzione legata al nome di Francesco Tomei, una delle preferite da Nereo Bonato. Il tecnico dei bianconeri da settimane è in contatto col neo diesse gialloblù che lo conosce a menadito; il dirigente canarino avrebbe sondato il terreno con il tecnico che per oltre undici anni aveva lavorato al fianco di Eusebio Di Francesco e Bonato stesso, già tre settimane fa.
La finale vinta dall'Ascoli ora complica le cose perché Tomei, che di recente aveva congelato il rinnovo propostogli dai marchigiani, avrà una priorità con il club ascolano. L'altra trattativa di vecchia data messa in piedi dal Modena è quella per Fabio Pecchia sul quale c'è pure il Pisa. Si tratta di un tecnico navigato, che ha già vinto tre volte la Serie B e rappresenta un profilo molto più consolidato. Un'operazione più complessa per il contratto che lega ancora Pecchia al Parma e soprattutto perché presupporrebbe anche un certo tipo di azione sul mercato.
Il contatto è aperto ma proprio per le difficoltà che questa trattativa presenta, il Modena negli ultimi giorni ha selezionato altri allenatori. Davide Possanzini non ha convinto del tutto Bonato per questioni caratteriali, mentre invece si sarebbe fatta strada l'idea che conduce a Daniele Galloppa, un tecnico che sarebbe un esordiente tra i professionisti e che proprio a conclusione di questa stagione ha vinto lo scudetto con la Fiorentina Primavera.
Il nome di Galloppa si è consolidato in virtù anche dell'antica e profonda amicizia che legherebbe il suo secondo Luca Antonelli, ex milanista e genoano nonché figlio d'arte del Dustin rossonero, con Silvio e Matteo Rivetti; il vice presidente e il nuovo amministratore delegato gialloblù infatti, avrebbero avuto un canale preferenziale contribuendo ad aprire un dialogo con un allenatore che proprietà e dirigenza canarina considerano interprete del tipo di calcio che intendono sviluppare nel nuovo corso.
Galloppa, classe '85, è un allenatore “giochista”, legato alla costruzione dal basso, al palleggio ed un gioco manovrato ed offensivo che è appunto il modello al quale il rinnovato vertice gialloblù ambisce. Proprio per i rapporti con la proprietà del Modena, Galloppa avrebbe messo in stand by l’offerta ricevuta del Cesena.
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