Gazzetta di Modena

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Il caso

Le macerie nella torre di Pignone saranno rimosse dall’alto per recuperare il corpo di Daniela


	Il sopralluogo alla torre di Pignone a Vitriola
Il sopralluogo alla torre di Pignone a Vitriola

Gru e cestelli in arrivo nell’area del rudere pericolante a Vitriola di Montefiorino, che non sarà demolito

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MONTEFIORINO. Caso Daniela Ruggi: carabinieri e vigili del fuoco sono tornati alla torre di Pignone per preparare l'area esterna all’arrivo dei mezzi necessari per la rimozione delle macerie all’interno del rudere. Sarà un’operazione delicata, viste le precarie condizioni di stabilità della struttura, nella quale sono crollati tetto e pieni e gli stessi muti esterni presentano vistose crepe.

Le ricerche

Scartata l’ipotesi di demolire la torre, come avevano chiesto sia il proprietario Alessandro Zecchini sia il sindaco Maurizio Paladini (l’edificio è tutelato), molto probabilmente si procederà operando dall’alto, con gru e cestelli, “estraendo” le travi e la massa di detriti, pietre e terriccio che ingombrano la base dell’edificio e che rendono difficile, oltre che pericoloso, un intervento senza una bonifica e messa in sicurezza. Si cerca il corpo della giovane donna scomparsa il 18 settembre 2024 a Vitriola, il cui teschio è stato trovato nella torre, all’inizio di gennaio, da due escursionisti. Sabato mattina (7 febbraio) un cane dei vigili del fuoco specializzato nella ricerca cadaveri – Even il suo nome, di razza Golden Retriever – ha segnalato la presenza di un corpo all’interno del rudere, vicino al punto in cui si trovava il cranio che l’esame del Dna ha attribuito a Daniela Ruggi. Si è trattato di un sopralluogo decisivo, al quale erano presenti due magistrati (i pm Laura Galli e Marco Niccolini titolari dei due fascicoli), carabinieri e vigili del fuoco.

La traccia

Se la traccia segnalata da Even porterà, come tutti gli elementi raccolti suggeriscono, al recupero del corpo, per le indagini si aprirà una nuova fase: si dovrà capire le cause della morte, accertare se il cadavere è sempre stato nella torre o se qualcuno l’ha nascosto lì, cercare il telefono cellulare dal quale Daniela Ruggi non si staccava mai. La bonifica della torre è imminente e molto dipenderà dalle condizioni dei resti che verranno portati alla luce.