Sopralluogo nella torre di Pignone, il cane Even fiuta altri resti di Daniela Ruggi
Il golden retriever specializzato dei vigili del fuoco ha trovato subito dall’esterno una traccia del cadavere, indicando lo stesso punto dove è stato rinvenuto il teschio: è tra le macerie nel rudere di Vitriola
MONTEFIORINO. Dentro alla torre di Pignone a Vitriola ci sono gli altri resti di Daniela Ruggi. Questo ha detto il fiuto di Even, il cane dei vigili del fuoco specializzato nella ricerca cadaveri, che dall’esterno ha puntato decisamente l’angolo dove è stato trovato il teschio. È più che probabile dunque che la salma si trovi lì, sotto le macerie.
Il sopralluogo con Even
Il nuovo sopralluogo a Vitriola è iniziato verso le 9 di sabato 7 febbraio, con magistrati (i pm Laura Galli e Marco Niccolini titolari dei due fascicoli), carabinieri e vigili del fuoco, arrivati anche con Even, uno splendido esemplare di golden retriever addestrato come cane da ricerca cadaveri (HRD, Human Remains Detection), che è stato portato dalla sua conduttrice, su richiesta degli inquirenti, nell’area attorno alla torre, in cui si aspetta ancora ad entrare per ragioni di sicurezza, visto lo stato pericolante. E girando attorno alla struttura, il fiuto straordinario di questo cane è riuscito a percepire lo stesso in modo significativo una traccia cadaverica all’interno della torre. Nonostante sia sotto le macerie, presumibilmente da molto tempo, e dentro una struttura con antiche mura in pietra, molto spesse. Certo, ci sono crepe che possono aver favorito la propagazione all’esterno dell’odore. Ma è comunque una sensibilità di fiuto straordinaria. Il cane ha puntato diverse volte in quell’angolo, come per dare un’indicazione chiara.
Come si procede adesso
Se fosse tutto confermato, già nelle prossime ore potrebbero scattare le complesse operazioni di rimozione delle macerie per estrarre i resti. Pare che sia stato trovato un sistema per procedere in modo sicuro scongiurando la demolizione della torre, come chiesto dal proprietario, Alessandro Zecchini, e dallo stesso sindaco Maurizio Paladini. Il fatto che sia stato individuato il punto dove presumibilmente ci sono i resti di Daniela non vuol dire ovviamente sapere come sia morta. Innanzitutto bisognerà vedere quanti sono i resti e in che condizione si trovano. E come mai si è staccato il teschio, ritrovato il 1° gennaio da due escursionisti.
Il punto sulle indagini
Se con le ossa verrà trovato anche il cellulare di Daniela, da cui lei non si sarebbe mai separata, in attesa dei rilievi scientifici sulle ossa prenderebbe quota l’ipotesi che lei, in fuga da tutti, sia rimasta vittima di un incidente all’interno della torre (caduta pietre?) o di un malore. O si sia tolta la vita. Se invece il cellulare non c’è, è presumibile l’intervento di una terza persona che l’ha portato via dopo la sua morte. A Vitriola c’era lì anche l’amico Domenico Lanza, lo “sceriffo”, secondo cui lei d’estate a volte dormiva all’aperto nei campi. Potrebbe dunque essersi spinta anche nella torre.
