Bimbi maltrattati all’asilo, ok al patteggiamento delle maestre: le famiglie non ci stanno
Pena di un anno e otto mesi per le due insegnanti della scuola d’infanzia Muratori di Soliera, sospesa a condizione che partecipino a un corso antiviolenza. Una mamma attacca: «Mi offrirono 200 euro di risarcimento, assurdo». L’avvocato: «La nostra battaglia continuerà»
SOLIERA. Nonostante l’opposizione delle famiglie, è stata accolta la richiesta di patteggiamento per le due maestre accusate di maltrattamenti all’asilo Muratori di Soliera.
La sentenza
Il giudice ha così disposto per le due - di 64 e 67 anni, insegnanti storiche molto conosciute - la pena che era stata concordata con il pm: un anno e otto mesi. Pena sospesa a condizione che le due partecipino a uno specifico corso antiviolenza, con cadenza bisettimanale. Le due maestre furono sospese dalle loro funzioni nell’aprile 2025, a seguito delle indagini del Commissariato di Carpi su segnalazione di alcuni genitori. Le condotte contestate - su bimbi di 4 anni - vanno dal settembre 2024 all’aprile 2025, e sono documentate con intercettazioni video della polizia, in particolare negli ultimi 15 giorni. Si parla di schiaffi, spintoni, ma anche di un bimbo afferrato alle spalle e scosso con violenza. Poi ci sarebbero diversi episodi di offese e maltrattamenti verbali. Il pm ha concesso attenuanti generiche (relative al comportamento riparatorio delle due e all’assenza di precedenti) prevalenti rispetto alle due aggravanti dei maltrattamenti compiuti su bimbi piccoli che non si potevano difendere e nell’ambito protetto di una scuola. Un aspetto questo fortemente contestato dall’avvocato Nicola Termanini, che assiste tre delle cinque famiglie denuncianti, che si erano opposte al patteggiamento.
I legali
«Riteniamo non congrua questa valutazione - sottolinea l’avvocato Nicola Termanini - per questo avevamo chiesto al giudice di non concedere il patteggiamento. Ora prendiamo atto di questa sentenza, che non possiamo impugnare. Quello che possiamo però fare, e che faremo, è continuare la nostra battaglia per fare valere le ragioni di queste famiglie in altra sede, la sede civile». Soddisfatto invece dell’accoglimento dell’istanza l’avvocato Giovanni Gibertini, difensore della maestra 67enne, e così le colleghe Cinzia Bernini e Roberta Sofia, che assistono la 64enne: «Il giudice ha accolto la nostra istanza, trovandola evidentemente ben dettagliata e documentata, quindi condivisibile - osservano Bernini e Sofia - non possiamo che essere soddisfatte».
I genitori
Di tutt’altro avviso invece i genitori dei bambini. «Avremmo voluto andare a processo per approfondire ogni aspetto di questa dolorosissima vicenda - sottolinea una mamma - lo sentivamo come dovere morale nei confronti dei bambini, profondamente segnati dai traumi subiti. Non tanto a livello fisico - anche se ci sono bambini che sono andati in Pronto soccorso - quando psicologico. Tuttora, ed è passato quasi un anno, il mio bambino non sta bene: tutto quello che gli ha messo dentro questa esperienza sconcertante con quelle maestre, sta venendo fuori. Ci vorrà tempo, ci vorranno tante attenzioni per permettergli di recuperare, e superare». La mamma rivela anche un particolare che sicuramente farà ulteriormente discutere: «Io - racconta - ho detto no, come del resto le altre quattro famiglie, ai 200 euro che, tramite gli avvocati, la maestra 64enne aveva offerto alle famiglie come sorta di risarcimento del danno subito. Sì, proprio così: 200 euro a bambino, 1000 euro in tutto. Così pensava di alleggerire la sua posizione nei nostri confronti. Quello che ha subito mio figlio vale solo 200 euro? Ma stiamo scherzando? Il suo equilibrio, la sua vita da ricostruire, vale 200 euro? Mi sono sentita presa in giro. L’altra maestra so che aveva dato mandato al suo legale di chiedere al nostro che cifra volevamo. Ma noi abbiamo risposto che non volevamo nessuna cifra: quello che volevamo, e che vogliamo tuttora, è che venga fatta giustizia per i nostri bambini. Anche in altra sede, a questo punto, ma che sia giustizia. Abbiamo grande fiducia nel lavoro che sta facendo il nostro avvocato, Nicola Termanini. In tutto questo - chiosa la mamma - non abbiamo mai ricevuto neanche una lettera di scuse: da parte delle maestre, della scuola o del Comune». La maestra 67enne è in pensione. Per la 64enne ora bisogna vedere se a seguito della chiusura della vicenda penale, cesserà anche la sospensione dalle funzioni. Se quindi tornerà a insegnare.
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