In Abbazia a Nonantola il funerale di Monica Esposito, uccisa nell’attentato in centro a Modena
Fissata la data delle esequie: si terranno alle 10.30 di martedì 28 luglio. La 55ennne, investita insieme al marito da Salim El Koudri in via Emilia, è stata ricordata nella veglia in Duomo in un momento di preghiera che ha riunito anche le istituzioni intorno ai figli
MODENA. Si terranno martedì 28 luglio alle 10.30 in Abbazia a Nonantola i funerali di Monica Esposito, la 55enne morta mercoledì dopo essere stata investita il 16 maggio da Salim El Koudri mentre si trovava in centro a Modena con il marito Angelo. Ieri si sono conclusi gli esami autoptici sul corpo della donna, deceduta dopo 69 giorni di agonia tra l’ospedale Maggiore di Bologna e Baggiovara. La salma è stata liberata e messa a disposizione della famiglia, che ha incaricato le onoranze funebri Pecorari per l’ultimo saluto. Dopo il rito funebre si procederà per l’ara crematoria di San Cataldo.
La veglia in Duomo
«Per me non era un’amica, ma una sorella». Poche parole a videocamere spente e tanto silenzio da parte di chi conosceva Monica Esposito e le era più vicino, nel rispetto di quanto espresso dalla famiglia, che aveva chiesto riserbo. Giovedì sera – 23 luglio – alcune centinaia di persone hanno risposto all’invito lanciato poche ore prima dal sindaco Mezzetti e dal vescovo Castellucci, quello di unirsi alla veglia in ricordo della donna, vittima della strage del 16 maggio. I cittadini, ancora scossi, si sono ritrovati in Duomo a Modena, dove erano presenti anche i tre figli di Monica, per esprimere la loro vicinanza dopo oltre due mesi, quando i sentimenti sono diventati più nitidi e hanno assunto altre forme. Dello spavento sono rimasti il desiderio di giustizia e la speranza che un fatto simile non debba ripetersi, mai. «La famiglia viveva a Nonantola, anche se non da tantissimo tempo, ma aveva costruito le sue relazioni. Il tragico evento e, in parte, la conoscenza diretta hanno veramente colpito l’intera comunità», ha affermato Tiziana Baccolini, sindaca di Nonantola, presente quella sera tra le figure istituzionali, sedute ai primi posti. Un’occasione per mostrarsi compatti nel cordoglio, ma anche in una comune richiesta di giustizia, indipendentemente dal proprio schieramento politico. «La città deve unirsi, c'è poco da parlare. Bisogna che venga fatta luce su ciò che è successo e, per il resto, stare vicino alla famiglia, a tutti coloro i quali subiscono questo lutto che riapre una cicatrice mai rimarginata». Alle parole di Luca Negrini, capogruppo di Fratelli d'Italia, sono seguite quelle di Diego Lenzini, segretario cittadino del Partito Democratico: «Oggi è un giorno di dolore. Speriamo che questa vicenda si chiuda nel modo più giusto». Con un “adesso bisogna guardare avanti” Daniela Dondi, deputata modenese di Fratelli d’Italia, si è espressa sulla stessa lunghezza d’onda, aggiungendo: «Modena capisca che bisogna cambiare passo e garantire sicurezza». Non sono mancate le parole di vicinanza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lette dalla perfetta Triolo. «In questi casi non ci sono frasi che possono in qualche modo placare gli animi, il contrasto di emozioni, il dolore che la famiglia soprattutto sta attraversando, però bisogna trovarle per tenere insieme una comunità». Lo ha ribadito il sindaco di Modena Massimo Mezzetti poco prima delle celebrazioni, avvenute alla presenza dei parenti più stretti. «Ognuno pregherà o si raccoglierà a suo modo, l’importante è far sentire la propria solidarietà. Chi ha compiuto questo terribile gesto dovrà pagare di fronte alla giustizia degli uomini, prima ancora che davanti alla giustizia di Dio». Ma la rabbia non deve diventare odio. «In questo modo la diamo vinta a chi quello stesso odio lo scatena e non si finisce più», ha ribadito Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola e vescovo di Carpi. «Come ci ha mostrato la famiglia di Monica dal dramma può scaturire un gesto di pace. Ha dato un grande esempio con la donazione degli organi, segno che non vogliono lasciarsi travolgere dalla morte e dalla negatività, ma che vogliono dare dei segnali di luce», ha concluso.
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