Omicidio a Modena: Giorgia De Martino interrogata in carcere, via all’autopsia su Dino D’Ulizia
La 43enne ha risposto a tutte le domande, raccontando la sua versione di quanto accaduto all’alba di venerdì 17 luglio in via Tignale del Garda
MODENA. Ha risposto a tutte le domande, raccontando la sua versione di quanto accaduto all’alba di venerdì 17 luglio in via Tignale del Garda. È durato poco più di un’ora l’interrogatorio di garanzia di Giorgia De Martino, la 43enne accusata dell’omicidio di Rolando “Dino” D’Ulizia, ucciso a coltellate e trovato cadavere sulle scale del condominio in cui vive la donna.
L’interrogatorio
Al termine dell’interrogatorio – che si è svolto alla presenza del procuratore capo di Modena Luca Masini e del legale di De Martino, avvocato Ernesto D’Andrea – il gip, dottoressa Alessandra Sermarini, si è riservato sulla convalida dell’arresto. «Sul contenuto dell’interrogatorio – ha riferito al termine l’avvocato D’Andrea – non posso dire nulla, in quanto vi è il segreto istruttorio. Posso però dire che ho ritenuto opportuno che lei si sottoponesse a interrogatorio, perché ritenevo fosse giusto». Aggiunto anche un altro tassello alle indagini: in procura è stato conferito l’incarico al medito legale Vittorio Gatto che si occuperà di eseguire l’autopsia. Secondo quanto emerso al momento la vittima è stata uccisa a coltellate.
Il delitto
L’omicidio, lo ricordiamo, si è consumato venerdì mattina 17 luglio all’alba. La donna subito dopo l’aggressione si è allontanata dal luogo del delitto – un condominio di via Tignale del Garda - andando a fare la spesa. Al ritorno ha trovato i carabinieri. Sottoposta a interrogatorio, la donna avrebbe confessato. Secondo quanto riferito nelle prime fasi dal suo legale, l’avvocato Ernesto D’Andrea, dopo i fatti non ricordava quasi nulla ed era sotto choc. Ma l’interrogatorio in carcere è durato circa un’ora e la donna ha risposto ad ogni domanda: è quindi probabile che sia riuscita a fornire la sua versione della vicenda. Al centro delle indagini degli inquirenti – sul luogo dell’omicidio sono intervenuti i carabinieri – anche il contesto e le motivazioni che hanno portato all’aggressione. Da quanto emerso al momento, comunque, la violenza è maturata in un contesto di estrema fragilità di entrambi, vittima e omicida, che si conoscevano da anni. All’inizio la donna aveva negato il suo coinvolgimento: dopo aver ucciso Rolando D’Ulizia a coltellate sulle scale del suo condominio in via Tignale del Garda - una zona da tempo oggetto di segnalazioni relative a degrado e sicurezza - si era cambiata ed era uscita a fare la spesa, lasciandolo lì il cadavere. Quando è tornata c’erano i carabinieri. D’Ulizia era un volto noto nel palazzo, dove era stato visto più volte: i litigi tra i due, secondo quanto emerso, erano frequenti e probabilmente legati alla dipendenza che entrambi avevano dalla droga.
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