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Le indagini

Omicidio a Modena: Giorgia De Martino interrogata in carcere, via all’autopsia su Dino D’Ulizia

di Stefania Piscitello

	L'avvocato d'Andrea, difensore di Giorgia De Martino, all'uscita dal carcere di Modena
L'avvocato d'Andrea, difensore di Giorgia De Martino, all'uscita dal carcere di Modena

La 43enne ha risposto a tutte le domande, raccontando la sua versione di quanto accaduto all’alba di venerdì 17 luglio in via Tignale del Garda

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MODENA. Ha risposto a tutte le domande, raccontando la sua versione di quanto accaduto all’alba di venerdì 17 luglio in via Tignale del Garda. È durato poco più di un’ora l’interrogatorio di garanzia di Giorgia De Martino, la 43enne accusata dell’omicidio di Rolando “Dino” D’Ulizia, ucciso a coltellate e trovato cadavere sulle scale del condominio in cui vive la donna.

L’interrogatorio 

Al termine dell’interrogatorio – che si è svolto alla presenza del procuratore capo di Modena Luca Masini e del legale di De Martino, avvocato Ernesto D’Andrea – il gip, dottoressa Alessandra Sermarini, si è riservato sulla convalida dell’arresto. «Sul contenuto dell’interrogatorio – ha riferito al termine l’avvocato D’Andrea – non posso dire nulla, in quanto vi è il segreto istruttorio. Posso però dire che ho ritenuto opportuno che lei si sottoponesse a interrogatorio, perché ritenevo fosse giusto». Aggiunto anche un altro tassello alle indagini: in procura è stato conferito l’incarico al medito legale Vittorio Gatto che si occuperà di eseguire l’autopsia. Secondo quanto emerso al momento la vittima è stata uccisa a coltellate.

Il delitto

L’omicidio, lo ricordiamo, si è consumato venerdì mattina 17 luglio all’alba. La donna subito dopo l’aggressione si è allontanata dal luogo del delitto – un condominio di via Tignale del Garda - andando a fare la spesa. Al ritorno ha trovato i carabinieri. Sottoposta a interrogatorio, la donna avrebbe confessato. Secondo quanto riferito nelle prime fasi dal suo legale, l’avvocato Ernesto D’Andrea, dopo i fatti non ricordava quasi nulla ed era sotto choc. Ma l’interrogatorio in carcere è durato circa un’ora e la donna ha risposto ad ogni domanda: è quindi probabile che sia riuscita a fornire la sua versione della vicenda. Al centro delle indagini degli inquirenti – sul luogo dell’omicidio sono intervenuti i carabinieri – anche il contesto e le motivazioni che hanno portato all’aggressione. Da quanto emerso al momento, comunque, la violenza è maturata in un contesto di estrema fragilità di entrambi, vittima e omicida, che si conoscevano da anni. All’inizio la donna aveva negato il suo coinvolgimento: dopo aver ucciso Rolando D’Ulizia a coltellate sulle scale del suo condominio in via Tignale del Garda - una zona da tempo oggetto di segnalazioni relative a degrado e sicurezza - si era cambiata ed era uscita a fare la spesa, lasciandolo lì il cadavere. Quando è tornata c’erano i carabinieri. D’Ulizia era un volto noto nel palazzo, dove era stato visto più volte: i litigi tra i due, secondo quanto emerso, erano frequenti e probabilmente legati alla dipendenza che entrambi avevano dalla droga.

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