Modena protagonista al Museo Ferrari, Rivetti: «Riconquistare i tifosi il nostro miglior risultato»
Il preisdente del club gialloblù ospite alla serata del Panathlon Club: «Lo store in centro storico un grande successo, abbiamo venduto magliette a turisti brasiliani e australiani. Vorrei che lo stadio Braglia diventasse il nostro fortino come lo era il Filadelfia per il Grande Torino»
MARANELLO. Dedicata al Modena. La serata organizzata dal Panathlon Club Modena è andata in scena martedì 18 novembre nella prestigiosa cornice della Sala dei Trofei all’interno del Museo Ferrari di Maranello e aveva come protagonista appunto il Modena Calcio. Nella serata, presentata da Paolo Reggianini, c’è stato spazio quindi anche per alcune interviste ai vertici, societari e tecnici, del club gialloblù. In primis ovviamente a Carlo Rivetti.
Rivetti e lo stadio Braglia
Il presidente del Modena ha risposto su vari argomenti, a cominciare da un… suggestivo parallelismo tra il Modena e il Torino, di cui il massimo dirigente gialloblù è dichiaratamente tifoso, anche per la sua storia familiare che comprende il presidente della primo scudetto granata: «Lo stadio Braglia deve essere sempre il nostro fortino – ha detto Rivetti – come lo stadio Filadelfia lo era per il Grande Torino, e sapete che nel mio cuore c’è il colore granata. Il loro record di imbattibilità casalinga è durato cinque anni, noi ne abbiamo altri quattro da fare».
Rivetti e il Modena capolista
Dai parallelismi con quel passato glorioso, con funzione anche… incentivante, Rivetti è tornato sul passato recente. «Dobbiamo scrivere alla Lega Calcio per chiedere l’allungamento delle partite, perchè se a Palermo e a Frosinone le partite fossero durate 120 minuti avremmo vinto e ci troveremmo con quattro punti in più». Visto l’inizio di stagione, come da tanti anni non si riscontrava da queste parti, gli è stato poi chiesto quale possa essere il segreto di questo avvio esaltante di campionato. «Il segreto è stato soprattutto riuscire a rispondere in tempi brevi alle richieste di mister Andrea Sottil. Poi, un altro grande passo che è stato fatto per la preparazione della stagione in corso è la presenza di un mental coach e quando puoi lavorare anche sulla testa dei giocatori hai senz’altro un importante valore aggiunto», ha spiegato il presidente del club gialloblù.
Rivetti e i tifosi giallobù
In questa intervista è venuto fuori, quasi come una vecchia ferita, un riferimento implicito al deludente finale dello scorso campionato. Riferimento che però è servito a Carlo Rivetti per sottolineare che la società ha lavorato anche per rimarginare quella ferita, soprattutto nei confronti dei tifosi: «Avevo detto che il primo obiettivo doveva essere la riconquista dei tifosi e ci siamo riusciti – ha rimarcato il massimo dirigente – innanzitutto con i risultati, ma anche con gli allenamenti settimanali aperti al pubblico. Non solo però, perchè c’è stata pure l’apertura del nuovo store in pieno centro storico. La serata dell’inaugurazione è stata incredibile, ha mostrato che abbiamo portato la città verso la squadra e viceversa. Tra l’altro, quasi il settanta per cento delle persone che hanno acquistato nello store sono straniere, e le prime maglie le abbiamo vendute a un australiano, le ultime in ordine di tempo a un brasiliano». E sul cammino in campionato della squadra, Rivetti ha confessato un rimpianto: «Vorrei rigiocare la partita con l’Avellino, perché lì abbiamo subito un torto, mentre la gara più sofferta è stata quella di Frosinone».
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